Come scegliere un agente letterario

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Avete finito il vostro romanzo; fatte le ventisette revisioni, atteso un anno, fatto l’ultima, aspettato sei mesi, modificato l’ultima in penultima e fatto (davvero) l’ultima. Che cosa fare ora? vi chiedete fissando lo schermo del computer, con cui vi siete abituati a dialogare.
I dubbi sono tanti: spedire a un editore – a quale, con quale modalità? -, valutare concorsi o altre offerte in rete, oppure cercare un agente.
Se i dubbi sono tanti quando ci si relaziona solo con lo schermo del computer, immaginatevi quanti possano diventare se si dialoga con un socio di scrittura.
“Io farei così”, e l’altro risponde con un “Bah”.
“Io tenterei questo” e l’altro dice “A cosa serve?”.
Noi – Marco Freccero e io (vedi ultimo post) – abbiamo tentato poco, ma qualche editore mi pare l’abbiamo disturbato, anche se lui, o loro, non hanno dato segno di avere letto. Poi c’era venuta in mente ‘sta cosa dell’agente, e devo dire che a me non dispiacerebbe: una persona esperta e competente che mi toglie il lavoro sporco, io l’adorerei. Dico sul serio.
Quindi, mi imbatto in questa cosa della Silvia Meucci, agente di tutto rispetto a mio parere. Cosa fa la Meucci per ricevere i manoscritti degli ipotetici suoi clienti?
Apre una volta al mese, il primo, e con una procedura che definire complicata è un eufemismo sfacciato, accetta l’invio (l’accetta? mah), tramite un form sul suo sito, di (quanti? mah) manoscritti.
Propongo la faccenda a Freccero, il quale si oppone con forza a questa fesseria (ora lo so pure io), ma io insisto e lui capitola. Ci diciamo che è l’ultima che facciamo e dopo ci pubblichiamo da soli come già eravamo orientati a fare.
Prepariamo tutti file richiesti e studiamo il piano d’attacco. È chiaro che “inviare il primo del mese” significa essere pronti il 31 a mezzanotte, inserire i nomi, le altre cose richieste, fare copia incolla della sinossi, dei primi 10.000 caratteri (o quello che è), fare l’invio, il segno della croce, toccare il cornetto rosso, ecc.
Si offre lui e io vado a letto tranquilla.
Succede niente: nessuna mail di conferma, nulla di nulla.
La delusione è stata peggiore di un rifiuto. Allora m’impunto e dico “Il prossimo 31 o 30, quello che sarà, mi metto io davanti allo schermo e tento di nuovo.
Quindi mi invento qualcosa da fare per tirare mezzanotte e alle 23,30 mi sistemo, apro i file, scaldo le dita, e ripasso le operazioni da fare per essere fulminea. Faccio tutto ma non riesco a inviare nulla. La pagina rifiuta.
Fine della storia.
La morale è: anche per trovare un agente bisogna avere una botta di fortuna.

La seconda morale: se sei un auto editore te ne puoi fregare di queste cose e non devi tirare tardi se non ti va.

*una piccola chiusa, mia personale: col passare degli anni ho capito che non serve fare tante cose. Vuoi pubblicare? Pubblica. Vuoi aspettare che gli editori si accorgano di te? Fallo. Ognuno si senta libero, però anch’io voglio esserlo.

Fatene conto perché non dispenso spesso queste perle 😉

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3 pensieri su “Come scegliere un agente letterario

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