L’ora legale – un riso amaro sulla nostra società

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Che sia un film divertente è intuibile: i bravi Salvatore Ficarra e Valentino Picone – Salvo e Vale nel film – se la sanno sbrigare in ogni tipo di spettacolo senza essere mai volgari o sopra le righe di una comicità estrema.
In questo film, di cui sono anche registi e sceneggiatori, i due attori ci mostrano una piccola realtà che pare ricalcare la macro realtà del nostro Paese. In un clima di agognato rinnovamento si svolgono le elezioni comunali nel paese di Pietrammare, in Sicilia: i candidati sono il sindaco attuale, tale Gaetano Patané, un Tony Sperandeo ben calato nella parte, che distribuisce buste della spesa ai compaesani insieme alla richiesta di voto, e il professore di liceo Natoli, che annuncia il cambiamento che tutti desiderano. Le elezioni si concludono con l’insperata vittoria di Natoli e Patané si ritira.
Il paese è unanime nell’esprimere contentezza per questa elezione, ma presto il clima cambia e si cominciano a vedere in giro i vigili, cosa mai successa prima, il carro attrezzi per rimuovere le auto in sosta vietata e si iniziano a spargere multe e arrivano bollettini Imu mai visti prima. Quando il sindaco inizia a far demolire le case abusive in riva – sopra – al mare, il paese si rivolta. È a questo punto che il parroco – un bravissimo Leo Gullotta – mette in pratica gli insegnamenti della Chiesa e raccoglie i parrocchiani istigandoli a ‘rimuovere’ il nuovo sindaco. D’altronde, pure lui ha ricevuto una richiesta di pagamento Imu per il B&B in cui ospita le ‘pecorelle smarrite’ e si è irritato verso quel professore che prometteva onestà e osservanza delle regole e sta mantenendo – di certo per la prima volta da parte di un Amministratore – ciò che aveva detto in campagna elettorale.
È che non siamo mai così acuti da capire che se chiediamo il rispetto delle regole non lo chiediamo solo a chi amministra il bene comune ma soprattutto a noi stessi, questo è ciò che traspare dalle reazioni degli abitanti di Pietrammare.
Il film racconta di tutti noi e di come non sempre riusciamo a vedere il grande insieme che formiamo; spesso tendiamo a dividere le ‘categorie’, pensando a un ‘noi’ e un ‘loro’. Solo unificando noi stessi con le altre persone, in una comunanza di ideali reciproci si potrà tenere insieme questa società.

Il tutto si svolge nello spazio temporale in cui vige l’ora legale. E direi che questa è una finezza che rivela grande acume.
Sublime – a momenti mi rotolavo dalla poltrona – la scena della scelta dei rifiuti per la differenziata. Scena in cui mi sono rivista: fino a poco fa facevo un consulto familiare e, per gli ultimi dubbi, ero pronta a convocare un’assemblea di condominio per capire con certezza dove conferire un incarto di biscotti o un tovagliolo di carta.

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Un pensiero su “L’ora legale – un riso amaro sulla nostra società

  1. ho visto il film e condivido tutto quello che hai scritto. Però è successa una cosa strana… finito il film tutta la sala si è svuotata in silenzio e non nel solito “chiacchiericcio” da dopo film…eravamo tutti avviliti e rassegnati…purtroppo

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