Romanzo erotico? Uno dei più difficili da scrivere

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Stephanie Seymour. Vogue, 1995. Photo: Helmut Newton

Qualche giorno fa, su facebook, mi sono imbattuta in queste frasi:

Buongiorno a tutti! Ecco un estratto del mio romanzo erotico!
Dal romanzo erotico Maya o Bocca Di Rosa
“Dai baci passammo alle carezze, io non stavo letteralmente più nella pelle. Avevo voglia di lui, di averlo, di baciarlo, toccarlo, leccarlo, amarlo. Ci toccammo entrambi con un’intensità crescente. Le nostre mani correvano sui corpi nudi e un poco sudati per l’eccitazione e il calore sprigionato.”

Naturalmente – curiosità di lettrice e anche cultrice della parola scritta – ho cliccato sul link per approfondire l’argomento (della difficoltà di scrivere erotismo ne parlai già qui) e ho trovato altre frasi:

“Era venuto il momento di esibirmi sul palco. Avevo portato un cd contenente le musiche e i pezzi di Anastacia, un’artista che mi caricava davvero molto. In quell’ambiente avevo molto bisogno di uno stimolo forte, lasciar volare mente e paure.
Salii sul palco, semi nuda, con il completino nuovo e che durante l’esibizione avrei dovuto lentamente sfilare, fino a rimanere del tutto nuda.
Iniziai a ballare.”

E anche:

“La mia sessualità così ardente e viva mi preoccupava. Che cosa sarei arrivata a fare? Mi sentivo completamente senza freni inibitori.
Dove sarei finita?
Ogni giorno, quando andavo in centro per fare commissioni, aspettavo con ansia travolgente il momento in cui sarei salita sull’autobus.
Un giorno come tanti, stavo tornando a casa, l’autobus era semivuoto e quindi avevo perso la speranza di riuscire a giocare un poco.
Così rassegnata, m’infilai in fondo all’autobus, dove c’erano parecchi posti vuoti e un uomo di pelle scura seduto in uno dei sedili.
Era maggio inoltrato e già non portavo più i collant, ma una gonnella piuttosto corta e svolazzante con le gambe nude.
Mi sedetti accanto all’uomo senza valutare che potesse accadere qualche cosa ma questi cominciò a guardare con desiderio evidente le mie cosce scoperte. Io feci finta di non accorgermi degli sguardi lascivi, ma cominciai a sentire tutti i segnali dell’eccitazione che prendevano forma. Sempre facendo finta di niente, scoprii ancora un poco le mie cosce e l’uomo cominciò, gradualmente ma con decisione, ad allungare una mano toccando la mia pelle infiammata.”

A questo punto ho smesso di cliccare e cercare altre frasi. Credo che di erotico in queste frasi ci sia ben poco. Oltre che scritto male questo testo è di una banalità imbarazzante.
Inserire ‘erotico’ in un lancio di un libro equivale a farsi leggere – basta pensare al successo delle varie ‘cinquanta sfumature’ et similia – ma spesso queste letture sono deludenti, sciatte e inutili quanto un ventaglio al Circolo Polare Artico.
Ma chi non sa come e cosa scrivere e pensa di arrivare al successo, è tentato di cavalcare quelle che crede le onde preferite dai lettori. E magari lo sono pure.
Ma forse quelli non sono lettori.

 

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