La Cambogia è piena di sorprese – quattro

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Sapete la differenza tra viaggio e vacanza? Se vi state riposando al sole, siete in vacanza; se vi muovete continuamente, vi alzate anche alle 5,30 di mattina, se un giorno fate trekking nella giungla e l’altro andate in moto verso la montagna sacra, allora state viaggiando.
Il giro in moto – con un autista, ovvio, che volevo vedere chi avrebbe potuto guidare in quelle condizioni di terreno, e io manco saprei usare la moto in pianura – è stato uno dei momenti più avventurosi: siamo saliti per una stradina molto dissestata, attraversato qualche punto bagnato, passato zone di sabbia alta in cui l’autista si muoveva con i piedi per proseguire. Quindici moto in mezzo al nulla sconnesso.
In cima, però, si arriva a vedere la grotta in cui è iniziato l’impero Khmer nell’anno 802, quando Jayaverman II si dichiarò Re. Dopo di lui l’Impero prosperò e allargò i suoi confini – la Cambogia comprendeva, prima della situazione attuale, parte della Thailandia, il Laos e parte del Vietnam meridionale. Si entra nella grotta in un buio totale, con qualche torcia, e si vede un altare (le foto sono fatte con il flash: in verità non si vedeva nulla).

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e, in fondo, nel buio più nero, c’era anche un monaco

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Dopo avere visto questa grotta, però, occorreva salire di nuovo sulla moto per scendere a valle: nel percorso abbiamo visto altre zone sacre, statue

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e, finalmente, i nostri autisti ci hanno riportato al punto di partenza tutti interi. Con grande soddisfazione mia.
Una breve passeggiata e finalmente abbiamo scoperto in cosa consisteva il “pranzo al sacco” preparato dalla cucina dell’albergo. Alla mattina, avevano caricato delle borse in cui si intravedevano dei pacchetti verdi quadrati e tutti avevamo pensato che fossero dei panini. Quando la guida ce li ha consegnati – peccato non averli fotografati subito – li abbiamo aperti con curiosità, e anche un po’ di fame. La confezione era fatta con foglie di loto e dentro al pacco grande esterno, c’erano tanti pacchetti più piccoli, sempre di foglie di loto, che servivano per assemblare il piatto: riso bianco, carne di pollo con aromi, carne di manzo, un uovo sodo, sacchettini con salsa di soia e un’altra salsina piena di aglio, posate, tovagliolo, non mancava nulla.

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Con l’aggiunta di una birra abbiamo pranzato benissimo.
E non seduti su un prato, ma a un tavolo di un locale vicino al fiume. Entrare in un ristorante, seppure all’aperto, e mangiare il tuo cibo pagando solo una birra è una sorpresa che da noi è impensabile. Eppure, non sarebbe male ogni tanto avere anche questa opportunità. Ma forse noi siamo troppo snob per approfittarne.

… segue…

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3 pensieri su “La Cambogia è piena di sorprese – quattro

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