La Cambogia è piena di sorprese – due

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Un’altra scossa allo stomaco è stata la visita al villaggio di pescatori sul lago di Tonle Sap. Questa l’abbiamo fatta subito, appena arrivati, e devo dire che le nostre facce esprimevano chiaramente il timore di avere sbagliato viaggio. Paesi poveri ne abbiamo visti tutti, e che la Cambogia non fosse un paese ricco lo sapevamo. Ma una miseria così estrema io non l’avevo nemmeno immaginata. Difficile descrivere bene la situazione: le foto non dicono tutto (qualche foto di quel pomeriggio la trovate anche qui). Le case sono su palafitta perché il lago durante la stagione delle piogge sale, e dall’altezza dei pali si intuisce di quanto. Questo è uno dei disagi di questi pescatori – ma anche una fortuna perché in quel periodo il lago diventa pescosissimo, e quindi mai lamentarsi. Le case sono di legno, e sotto hanno il deposito degli attrezzi che servono per la pesca ma anche per le altre attività: quando non si pesca si va alla risaia. E si va tutti, compreso i bambini che così non vanno a scuola, ma ogni forza lavoro è un valore in queste zone e cosa importa se il bambino non impara. Queste famiglie si trascinano da un giorno di lavoro a un altro giorno di lavoro, non conoscono altro che risaia e pesca. Fine.
Vivono tutti insieme in un unico ambiente ma presumo che poco importi sapere dove crolleranno di stanchezza alla sera. Sera che arriva prestissimo: nel villaggio non c’è corrente elettrica, quindi si cena prima che faccia buio e poi a letto.

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Naturalmente non c’è nemmeno l’acqua corrente e l’unica acqua che hanno a disposizione è quella del Tonle Sap, con quel bellissimo colore che vedete in foto. Il Tonle Sap si usa come un bagno, poi ci si lava, si lavano gli indumenti e infine i tegami. Questa credo sia la forma di povertà più atroce che si possa immaginare: non avere l’acqua corrente è togliere la dignità alle persone.
Questa è di certo una terra di estremi: anche se il resto della popolazione non è ricco, chi abita in città ha altre possibilità e qualche ‘comodità’ in più. La nostra guida ha detto che, se i bambini vanno fuori dal villaggio per studiare o altro, poi non desiderano più tornare. Nessuno si può meravigliare di ciò.
Non si tratta solo di povertà, credo. Penso che una vita simile privi gli uomini del futuro, della possibilità di aspirare a un miglioramento, al ritrovamento della speranza.

*qui il Tonle Sap è descritto come un luogo meraviglioso, e forse andarci nelle stagione delle piogge fa sembrare davvero bello e irreale il villaggio che, con l’acqua alta, sembra galleggiante. Però, vedere e guardare sono due cose diverse.

… segue… 

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4 pensieri su “La Cambogia è piena di sorprese – due

  1. Tu me la stai descrivendo in un modo così reale, che non ho il coraggio di lamentarmi di come viviamo noi…..Ma loro sono tristi, amareggiati o hanno ugualmente voglia di vivere….

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