Forbici – di Marco Freccero

stelle-mani

Vorrei
un paio di forbici, anche usate,
per tagliar via i cattivi ricordi
e filo bello robusto e ago
per tenere legati assieme quelli buoni.
Così che il vento
(respiro di catrame della guerra)
non li strappi via disperdendoli.
Ma sopra questa terra nera,
nel cuore di una notte di stelle fredde,
ho solo queste braccia stanche e piedi gonfi
e tanta strada da percorrere ancora, bambino mio.
Mentre dormi tra le mie braccia
mi chiedo cosa dirti, un giorno, là davanti.
Di tua madre morta, delle tue sorelle bruciate:
non è pasto per una buona memoria.
E il mare, i monti e il freddo
ce l’hanno un cuore?
Un cuore che sappia risparmiarti?

Marco Freccero

*questo testo fa parte della pagina natalizia di Scriveregiocando

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