Coalescere cosa?

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Sto leggendo La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano. Lo so, non è una gran notizia visto che il libro è uscito nel 2008, ma io arrivo spesso ultima soprattutto per i libri molto acclamati. E comunque, anche questo libro è un prestito.
Devo dire che pensavo peggio. Il romanzo ha una buona costruzione (finora) e due personaggi molto complessi. Il mio timore è che poi l’autore non riesca a consolidare la vicenda e abbia messo troppe cose sul piatto.
Ma di tutto ciò parlerò alla fine.
Ciò che vorrei chiedere all’autore è perché, in un romanzo abbastanza scorrevole, con una scrittura pulita, abbia inserito quella parola che, tra l’altro, non è contemplata nei vocabolari e nemmeno nella Treccani, la quale dà solo il significato di “coalescenza“.
L’impressione che ho avuto è che Giordano abbia voluto infilare a prepotenza una bella parola (che manco bella è per me) nelle sue frasi per farci vedere quanto è istruito. Cosa che a me disturba moltissimo. Per dire, eh, Giordano. Senza rancore.

7 pensieri su “Coalescere cosa?

  1. Coalescere è un inglesismo, cioè un portato dall’inglese che lui, come fisico, usa abitualmente. Che lui possa aver scritto “coalescere” non mi stupisce; che il suo editor l’abbia lasciato, sì.

    1. Infatti, Michele. Anch’io sono stupita del suo editor. Suppongo che anche lui/lei abbia pensato fosse una parola che avrebbe colpito il lettore. Di certo pensava l’avrebbe colpito in modo favorevole.

  2. C’è una cosa che la mia insegnante di lettere diceva:
    -Si può scrivere, o parlare, con termini molto difficili, basta imparare a memoria il vocabolario. Ma se vuoi farti capire da tutti, immagina di rivolgerti a un bambino di 10 anni, se lui ti capisce, ti capiranno anche i professori. La vera arte della comunicazione è quella di saper esporre il concetto più astruso con un linguaggio semplice e chiaro, comprensibile anche ai meno eruditi-

  3. P.S.
    “La coalescenza è il fenomeno fisico attraverso il quale le gocce di un liquido, le bollicine di un aeriforme, o le particelle di un solido, si uniscono per formare delle entità di dimensioni maggiori.”
    …..due esseri così campati per aria da essere diventati pure molecole simbiotiche?

  4. No, io i fenomeni italiani spinti dalle case editrici forti mi rifiuto di leggerli, non li leggerò nemmeno tra 20 o 30 anni.
    Secondo me l’editor non se ne è accorto proprio di quella parola. Mi è capitato così per un testo dicono editato in cui in un insieme di parole prossime al dialetto e altre semplici ci ha inserito un vocabolo così curioso, elaborato che era ovviamente fuori contesto proprio, che ora mi sfugge, anche perché il testo mi ha talmente annoiato che ne ho interrotto la lettura. al 10%🙂

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