Riflettere non è solo per gli specchi

snoopy

Ho trascorso qualche giorno lontano da qui, da questa sedia. Avevo tutti gli strumenti per scrivere qualcosa – chi ormai non ha un cellulare da cui potrebbe postare qualcosa anche durante un viaggio? E, comunque, la cara vecchia carta e penna potrebbero servire per prendere appunti: una volta lo facevo -, ma non l’ho fatto.
Ho preferito pensare, operazione che, davanti al mare e con una birra fresca, riesce benissimo anche fuori casa. E, pensando, mi sono accorta di tante cose. Vi ho visto: vi siete tirati su e avete aperto gli occhi; avete pensato “questa sta per fare una rivelazione! dirà qualcosa che mi cambierà la vita”. 
Ma no, tranquilli. Non ho quel potere e, se l’avessi, cambierei la mia per prima.
Non importa su cosa ho riflettuto, l’importante è che si osservi chi e cosa ci circonda e si cerchi di trarne qualcosa, meglio se giovamento (che ve ne pare di questa bella parola? pensate che indichi ciò che è il suo significato?).
E io mi sono “giovata” molto dei miei pensieri – o era la birra che faceva quest’effetto? -, mi hanno fatto bene, se capite cosa intendo. La visione della bellezza, natura, architettura, cibo – una bella paella preparata ad arte mi rincuora sempre –  può aiutarci a ritrovare uno spirito sereno e pronto ad affrontare le intemperie della vita.
Non sto dicendo niente di nuovo. Son cose che tutti già sappiamo.
La cosa importante è (sarebbe) che questi momenti di riflessione li applicassimo sempre, non solo quando “ne abbiamo il tempo”. Dovremmo ricordarci che il tempo è un’unità volubile che noi riempiamo come vogliamo: se desideriamo fare una cosa dobbiamo solo toglierne un’altra dal mucchio. Ma quale, che mi sono tutte necessarie? (direte voi)
Eppure. Se guardassimo bene nel mucchio e pesassimo il piacere che ci può dare un tramonto, chi di noi non si metterebbe a sedere?

tramonto a el campello

2 pensieri su “Riflettere non è solo per gli specchi

  1. Il trucco buono non sta nel dire qualcosa di nuovo, ma nel far percepire al lettore dove lo si sta portando. Io ho letto in quel tuo insistere sul giovamento un passaggio attraverso una percezione di quel momento che definirei giovanile. Filtrata da una consapevolezza che quando si è giovani non si riesce ad avere.
    Anche io adoro i momenti come quello che hai descritto così piacevolmente.

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