La scala di ferro – di Georges Simenon

la scala di ferro

Sulla bravura di Simenon credo nessuno possa discutere. Ma chi lo conosce solo per i suoi romanzi in cui è protagonista Maigret – peraltro bellissimi – deve assolutamente leggere gli altri romanzi, quelli dall’atmosfera un po’ torbida che molti definiscono ‘noir’. Uno di questi eccelsi racconti è La scala di ferro – traduzione di Laura Frausin Guarino -, di cui ho parafrasato l’incipit nel mio post precedente.
L’atmosfera si crea già dalla prima pagina, un incipit di indiscutibile bellezza, in cui ogni parola è pesata e scelta con cura e maestrìa.

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 Siamo a Parigi negli anni cinquanta – il romanzo è stato pubblicato nel 1953 – e abbiamo una coppia, Louise ed Étienne, sposati da quindici anni. I due non hanno figli e vivono in un appartamento collegato da una scala di ferro alla cartoleria di cui Louise è proprietaria e in cui lavora tutti i giorni. Étienne fa l’agente di commercio e va in giro a proporre gli articoli della cartoleria.
La vita della coppia si svolge in quasi solitudine e chiusura: i due vedono solo, ogni giovedì per una partita a carte, una coppia di amici. Il resto della loro vita si consuma tra casa e bottega e qualche uscita in giro per Parigi.
Quando Étienne si sente male dopo un pranzo in cui solo lui ha mangiato il purè di patate, e le crisi si ripetono in altre occasioni, inizia a lavorare con la mente e sospetta che la moglie gli avveleni il cibo. Comincia così a macerarsi nelle sue paure e nei suoi dubbi, va da vari medici e chiedi di fare esami. Dopo poco intuisce che la moglie ha un amante, e che perciò voglia disfarsi di lui, e inizia a seguirla.

Simenon riesce a entrare in questi meccanismi ambigui e ci mostra i pensieri sempre più tetri e pieni di angosce di Étienne, il quale teme per la sua vita ma, dall’altra parte, non vuole rinunciare a Louise. La narrazione va in crescendo e il lettore sta sulle spine, teme di scoprire la verità ma la insegue insieme ad Étienne.
La fine ci sorprende e ci mostra in quali abissi possa scendere la nostra mente e con quali tremende conseguenze.
Consiglio la lettura di questo romanzo e anche di altri come Lettera al mio giudice e La camera azzurra – i primi che mi vengono in mente – per scoprire un Autore che non sospettavate. Simenon ha scritto tanto e così bene. La lettura di Lettera al mio giudice  – il primo Simenon non Maigret che ho letto – mi ha sconvolta: ora, senza il libro sotto, non posso destrivervi bene i motivi. Penso, però, che sia un insieme di cose, dall’atmosfera al carattere dei personaggi, dalla loro descrizione, passando per la magnifica scrittura di questo autore.
Insomma, non serve ciò che posso dire io. Fate parlare lui.

3 pensieri su “La scala di ferro – di Georges Simenon

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