Letture estive

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Questa estate, e ancora non è terminata, ho letto alcuni libri interessanti. In qualcuno c’era un’ottima idea, in altri ottima scrittura. Qualcuno ha pure avuto una buona storia insieme a una buona scrittura. Mica male, eh?
In qualcuno non mi ha soddisfatta il finale, in altri il percorso della vicenda.
Ma da ognuno ho cercato di prendere il buono che c’era.
Un po’ come si fa con le persone.
Comunque, faccio un elenco sparso senza fare recensioni:

Il caso Bellwether di Benjamin Wood – di certo una storia molto originale e piena di fascino. Anche i personaggi comprimari sono particolari e azzeccati, anche se non perfetti. La scrittura forse si dilunga troppo in certe parti, e forse il finale è intuibile ma ha dei pregi.

Ricordami così di Bret Anthony Johnston – qui la scrittura l’ho trovata carente: anzi, non la scrittura ma ciò che racconta come emozioni dei personaggi. Questo ragazzino che sparisce da casa per quattro anni (non di sua volontà) e che rientra e si inserisce nel nucleo familiare come se nulla fosse, mi lascia molto perplessa. C’è molto di sotterraneo ma io avrei voluto più urla. La storia, però è buona. Anche qui il finale non sorprende ma forse era l’unico possibile, se non si faceva… (non lo dico per chi non ha ancora letto)

Come un ricordo che uccide di Sabine Durrant – questo è quello che mi è piaciuto meno: inizio molto promettente, marito morto e lei che torna in pellegrinaggio, cose che si intuiscono, cose che minacciano. Ma lo svolgimento, se fosse un tema, è carente, troppo scontato, troppo vago e troppe cose.

Lo stato di ebbrezza di Valerio Varesi – la storia è la nostra degli ultimi anni e la scrittura di Varesi è eccellente, e dovrei scriverlo in maiuscolo. Non credo sia un romanzo, è un misto tra saggio e giornalismo, ma è un viaggio nelle perversioni di una società molto malata. La scrittura di Varesi, lo ripeto, vale da sola la lettura. Anche se avesse scritto la lista della spesa.

La vita perfetta di Renée Knight – eh… idea originale: lei riceve un libro e quando lo legge scopre che racconta l’unico episodio della sua vita che vorrebbe cancellare, quello che non ha mai detto a nessuno. Ma il racconto è stravolto e la fa sembrare diversa. E anche colpevole. Ottima idea, certo. La scrittura non mi ha convinta del tutto però.

Solo per sempre tua di Louise O’Neill – Particolare, distopico, originale, e anche molto coerente con la società che viviamo. Questo libro ha tutto per essere una lettura stimolante. E infatti lo è: a tratti mi ricordava 1984 di Orwell ma più spesso mi ha ricordato Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood, con queste ragazze sempre controllate, sempre osservate e criticate. L’ossessione per la bellezza e la perfezione porta alla gelosia, all’invidia e alla prevaricazione: mi pare il resoconto dei nostri ultimi anni. Molto interessante e avvincente, anche se angosciante ma questo mi pare doveroso, visto la storia e il parallelo con ciò che vediamo.

E ora sto leggendo… e di questo forse scriverò qualcosa di più.

 

3 pensieri su “Letture estive

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