Articoli che mi indignano

giudici-e-magistrati

Non sono tante le cose che mi alterano il ritmo del respiro o che mi stimolano la circolazione sanguigna, ma quelle che lo fanno mi irritano molto e anche mi indignano.
Non le dirò tutte; oggi racconterò solo una delle ultime in ordine di tempo.
Mi è capitato di leggere il post di una editrice, Marianna di Zandegù, che racconta di “un’email che mi ha fatto arrabbiare” (per dire come ognuno di noi abbia tanti motivi per indignarsi).
Non è che sia questa la cosa che mi ha fatto indignare (Marianna dice di come si sia arrabbiata ricevendo l’email di un aspirante autore che nel corpo della lettera ha scritto solo: in allegato il manoscritto) e, naturalmente, ha ragione. Io non so scrivere le lettere di presentazione – l’abbiamo appurato in questo post e in questo – però ‘buongiorno’, ‘grazie dell’attenzione’ ecc, li metto sempre.

Leggendo questo post, che era stato suggerito da un’altra editrice, Carlotta Borasio di Las Vegas, mi sono venuti in mente tanti altri articoli di editori letti in passato e la somma mi ha coperto il capo.
Questi editori – ‘questi’ che io lessi in passato, non ‘questi’ narrati qui – scrivono post in cui beffeggiano gli autori o pseudo tali che scrivono loro e ne narrano le nefandezze grammaticali o comportamentali con dovizia di particolari. I loro commentatori li seguono a ruota – aspiranti autori? o quasi autori che aspirano a essere pubblicati dall’editore che scrive post così intelligenti e ironici a cui loro mettono ‘mi piace’ a prescindere? – e ridono insieme a loro amplificando l’errore o altro che il malcapitato ha fatto.
A volte capitano episodi che fanno davvero sorridere per ingenuità o altro e allora si potrebbe davvero riderne tutti insieme, magari senza infierire o sottolineare troppo: lo troverei più riguardoso. Non dimentichiamo che gli aspiranti scrittori sempre essere umani sono.
Quindi, sottolineare e deridere la scarsità di argomenti dei loro testi, gli errori grammaticali, insistendo con la derisione e spingendo chi legge a schernire a loro volta non mi pare molto bello e nemmeno tanto ‘umano’.
Io credo che gli editori – e tutte le altre persone coinvolte in ogni settore artistico ma anche commerciale – non abbiano la Verità in tasca e non siano giudici unici e depositari del Bello. Penso che pure loro abbiano delle pecche; credo che deridere chi ti potrebbe aiutare a crescere nel tuo lavoro non sia una mossa giusta. Magari l’autore che oggi sbaglia i congiuntivi si mette a studiare e fra tre anni potrebbe proporti un testo ottimo. Ma a quel punto, se ha letto i tuoi commenti in passato, se ne guarderà bene dal farlo. E c’è anche chi già usa correttamente i congiuntivi e legge i post suddetti e capisce che meraviglia sia l’autopubblicazione. Per dire.
So che gli editori si trovano spesso di fronte a maleducazione e pressappochismo e immagino che alcuni autori credano di avere scritto il capolavoro del secolo anche se non sanno nemmeno usare l’alfabeto, ma ogni persona ha diritto di essere trattata con rispetto. Autopaludarsi nella veste di giudice non aiuta l’umiltà: questo mi pare di avere capito. Peccato.

 

6 pensieri su “Articoli che mi indignano

  1. Proprio ieri ho letto un’intervista di un “bravissimo scrittore” che definiva “baggianate” l’autopubblicazione. Perché manca il filtro, ovviamente. E il filtro, signore e signori, non sbaglia. E anche se sbaglia ci vuole. Mica possiamo permettere a tutta questa gente di scrivere e pubblicare, così, senza passare attraverso il filtro…

    1. Scrive l’editrice Zandegù:

      chi manda email così pessime, poi è anche un cane a scrivere?

      Anche «così pessime» non è male, devo dire. Taccio poi del «c’avete», poche righe sotto. Forse questo è un caso in cui autore ed editore erano anime gemelle…

  2. Ci sono molti editori, anche famosi, che sembrerebbe non abbiano alcun correttore di bozze e non parliamo poi dei traduttori, alcuni dei quali pare usino esclusivamente il traduttore di Google.
    Ma pare, anche, che oggigiorno ci siano troppo scrittori, di ogni genere, e anche molti lettori che sembra non abbiano una grande conoscenza della nostra bella lingua e che si accontentano con poco.
    Resta il fatto che un comune rispetto reciproco non guasterebbe, anzi, e che se si vuole migliorare una pubblicazione un po’ di sana critica costruttiva, con una buone dose di umiltà da entrambe le parti, sarebbe certamente più utile.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...