Perché sul web sono tutti arrabbiati

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L’indignazione, la rabbia e anche l’odio sono materie vive che si infiltrano in quasi tutte le discussioni sul web. Siamo così pieni di rabbia che alla prima occasione siamo pronti a insultare chiunque non la pensi come noi. Anzi, pure se la pensano allo stesso modo, studiamo una frase che possa stuzzicare il rabbioso dormiente che sta nei commenti e ne tiriamo fuori l’uomo delle caverne che ha al suo interno.
Leggo qualche commento qua e là e vedo comportamenti bizzarri, parole scolpite nella lava e frasi imbevute nell’acido. Ma, d’altronde, su internet, ci sono le stesse persone che ti tagliano la strada in auto, quelli che ti vengono sui piedi mentre cammini sul marciapiedi -nessuno si sposta di un centimetro dalla traiettoria che ha preimpostato, neanche avesse un navigatore nel cervello che lo tampina con “sempre dritto! sempre dritto!” -, quelli che si infilano nella corsia in autostrada fingendo di avere scambiato la corsia telepass per la propria e quindi ormai che ci devono fare? si devono infilare davanti ai 350 pirla (pensano loro, invece sono 350 persone educate) che sono nella fila giusta. E via via tutti gli altri.
Come al solito non è il web che genera maleducazione ma sono gli schermi che garantiscono ‘anonimato’ da ‘non vedi la mia faccia e quindi posso eruttare ciò che mi divora’. Il fatto è che anche eruttando la rabbia sui profili altrui mica stanno meglio. È questo che non sanno.
Il benessere interno si costruisce acquisendo coscienza della persona che siamo: non viene distruggendo gli altri, pestando piedi, sopravanzando nelle corsie, sputando sentenze che – solo ai loro occhi – ci fanno sembrare più intelligenti degli altri. L’intelligenza non deve essere dimostrata: o ce l’hai, o no.

 *La serie proseguirà con “Articoli che mi indignano”

10 pensieri su “Perché sul web sono tutti arrabbiati

  1. A mio parere Internet ha sostituito le “piazze”con in più il fatto che, non essendo faccia a faccia, le “botte” sono solo virtuali e non fanno male al corpo, solo allo spirito, per chi ce l’ha.
    Altri tempi: le piazze erano piene di beoti che correvano dietro, osannando, a chi urlava di più e, spesso, manco avevano capito di che cosa si trattava.
    Oggi, ritrovo questa sensazione quando vedo gli orrori che i cosidetti “tifosi” di calcio provocano nei prima e dopo partita: una massa di mentecatti pronti a devastare tutto e non sanno neanche perché.

  2. E’ difficile dialogare nei blog, come nella vita. Mi è capitato di essere insultata, eccome! Spesso penso alla fatica che comporta avere un blog ( gratuito tra l’altro ), si scrive e si discute è logico, non tutti possiamo avere le stesse idee, capita però che basta una commento che è un punto di vista, e si scatena l’Inferno. Uno mi disse che giudico, ma che vuol dire? Esprimere la propria opinione è un giudizio? Un’altra che mi osannava, un giorno che gli giravano, mi disse che quando parlo sputo in Cielo e che mi sarebbe ricaduto tutto addosso, bene, anche la maledizione ci voleva. Bisognerebbe imparare ad essere educati, rispettare l’opinione altrui anche se non si condivide, essere comprensivi, perché tutti abbiamo giornate “no”, e allora? Trasportiamo i nostri rancori su un commento? E se si è nel dubbio per una parola, si chiede un chiarimento…Questi nostri scritti, dovrebbero essere motivo per un accrescimento e non valvole di sfogo per repressi. Ti auguro una buona giornata, anche se la mia fa schifo, questo è un modo per andare avanti, le vermilinguate non servono a nulla, ne ho avuti di soggetti così, ed ho visto come siamo andati a finire. Ciao, Giusy
    PS. Scusa la franchezza

  3. è un loro problema, e mi dispiace per loro, che si perdono tante belle occasioni di stare meglio, ripeto, hanno problemi,e forse alcuni di loro non ne hanno colpa o non riescono a risolverli, si sfogano, poveretti, magari così facendo si credono qualcuno, credono di esistere di più… si può fare a meno di leggerli, non li leggere, e non ci pensare… grazie a presto

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