Un cielo più piccolo – John Wain

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Questo libro, ormai fuori catalogo, stampato nel 1971 da Einaudi con la traduzione di Bruno Fonzi, è una perla. Anche questo, come i due Adelphi – questo e questo – di cui ho parlato recentemente, è un prestito; non avevo mai sentito il nome dell’autore, John Wain, poco noto da noi, forse perché sono anni che non si ristampano i suoi libri.
La storia è particolare: uno scienziato londinese, Arthur Geary, sposato e padre di due figli, pianta lavoro e famiglia e va a vivere alla stazione di Paddington. Dorme all’albergo a fianco e trascorre le sue giornate tra i binari, la folla che transita e i punti di ristoro di cui conosce ogni piatto e il pubblico che li frequenta.
Un giorno, un conoscente lo vede, lo ferma e beve insieme a lui un caffè. Quando si rende conto che Geary non ha nessuna intenzione di prendere un treno e rientrare a casa, inizia a preoccuparsi e gli spedisce uno psichiatra. Geary risponde alle domande del medico ostentando sicurezza ma teme che le incursioni degli altri nella sua vita si facciano troppo pressanti.
Un giorno, a Paddington compare il figlio David, di nove anni e Geary tenta in ogni modo di rassicurarlo e di testimoniargli l’amore che prova per lui, ma il ragazzo torna a casa molto preoccupato, e là trova una situazione strana: la madre ha ritrovato un conoscente di quando era ragazza, Adrian Swarthmore, e l’uomo gli fa domande e dirige “l’interrogatorio” al posto della madre.
David è sempre più perplesso e tenta di difendere il padre ma Swarthmore, conduttore televisivo che spera in uno scoop per risalire la china e imporsi al direttore, incalza con domande e indagini.
Quando poi il conduttore televisivo, con troupe al seguito, irromperà in stazione per girare un filmato su Geary, l’uomo si impaurisce e la situazione degenera.
Oltre alla storia originale, la scrittura di John Wain ci regala l’atmosfera straniante di un uomo che abita in stazione, l’andirivieni delle persone che gli serve da sottofondo e da calmante, e il clima borghese della società dell’epoca.
Pregevole romanzo. Presumo che in qualche biblioteca si possa trovare. Consiglio.

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