Viadellebelledonne sospende la sospensione delle pubblicazioni

Viadellebelledonne sospende la sospensione delle pubblicazioni

La notizia del giorno, proprio come la sorpresa dell’uovo di Pasqua arriva all’improvviso: il litblog più famoso, quello più particolare, più informato, più dentro le cose, Viadellebelledonne, riapre i battenti e annuncia che riprenderà la pubblicazione. Ci sono anch’io a seguire l’avventura 🙂

Mentre cuoce la cicerchia

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Il titolo è importante: chissà chi condurrà nel mio blog codesto titolo? Forse i lettori interessati al cibo, e quindi una bella platea, visto che tutti mangiano. E i legumi sono la nuova frontiera del mangiare sano, accontentano vegetariani e vegani e non mi pare poco.
La verità è che la cicerchia sta cuocendo davvero e la seconda verità è che chi vuole scrivere deve sempre fare i conti con la realtà. Continua a leggere “Mentre cuoce la cicerchia”

È davvero vino quello che beve il prete?

Riletto ieri: l’ho trovato uno dei mie ‘buoni’ racconti, dove ‘buono’ non si riferisce alla bontà dei personaggi. È una storia che non perdona.

Solo io e il silenzio

Non riusciva a staccare gli occhi dalla foto. Mirko era contro lo sfondo di un cielo così blu da sembrare finto e doveva ancora aprire il paracadute. Giovanni si domandò chi facesse certe foto. Forse c’era un fotografo che si buttava apposta per immortalare l’evento. Mirko sorrideva, si intuiva che era felice anche lassù in mezzo al cielo, con i piedi che dondolavano nel vuoto. Era sempre stato uno sportivo, uno che andava sugli sci come se camminasse e che si gettava dagli aerei come se saltasse dal muretto in giardino. Giovanni provò la solita invidia.
Staccò gli occhi dalla foto e si guardò attorno. Tanti abiti scuri: vestiti dall’aria dimessa che uscivano dall’armadio solo per queste occasioni. Perfino la madre, di solito molto elegante, indossava un brutto vestito.

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Primo: controllare Sandrone Dazieri

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Una delle prime cose che faccio ogni mattina quando apro il browser, è controllare la classifica di blogbabel. Una volta non mi interessava e all’inizio manco mi ero iscritta (e si vede dal numero che indica ‘sempre’ e che è troppo alto), poi ho preso la maledetta abitudine. Ora sono al quinto posto da tempo – in dicembre sono stata al terzo -, posto che spesso era occupato da Sandrone Dazieri, bravissimo scrittore e sceneggiatore. Così Sandrone è diventato la mia pietra di paragone per capire dove sto andando con il blog: se lo sorpasso potrebbe significare che ho scritto cose interessanti; a volte mi sorpassa lui e credo sia comprensibile.  Continua a leggere “Primo: controllare Sandrone Dazieri”

Perfetti sconosciuti

perfetti sconosciuti

Un film molto attuale dal quale non potevo esimermi: la storia calata nel 2016 – come piace a me – e il tema della non conoscenza di chi abbiamo accanto – uno dei miei motivi di scrittura – mi hanno accalappiata fin dal trailer.
Sette amici – dovevano essere otto ma uno arriva senza la fidanzata mai vista dagli altri – si trovano per una cena a casa dalla coppia Luca/Marco Giallini e la moglie Eva/Kasia Smutniak. L’idea lanciata appunto da Eva, è di mettere i cellulari sul tavolo e di condividere ogni messaggio, telefonata, whatsapp che arriva. Gli altri nicchiano un po’, poi la faccenda si conferma e il gioco (al massacro) inizia. Continua a leggere “Perfetti sconosciuti”

The danish girl

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La storia vera di Einar Wegener, pittore paesaggista danese vissuto nei primi anni del ‘900, dapprima sposato con Gerda, pittrice anch’essa, e poi diventato Lili Elbe, sottoponendosi alla prima operazione chirurgica della storia per cambiare sesso. Prima di arrivare a capire chi voleva essere, chi si sentiva dentro, Einar compie un percorso durissimo, passando tra le mani di tanti medici che lo dichiarano schizofrenico, lo sottopongono a trattamenti per ‘calmare le sue parti cattive’, lo vogliono internare. Continua a leggere “The danish girl”

Come scrivere una poesia

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Non lo dovrei dire io che non ne so nulla, ma forse qualcosa ho imparato in tanti anni di frequentazione.
Allora, per prima cosa occorre uno sguardo distaccato, un viso perennemente atteggiato alla malinconia – non stanno male le labbra piegate in giù – e un maglione nero con il collo alto. E magri, occorre essere magri: il vero poeta, soffrendo tanto, non pensa mai al cibo.
Poi serve una finestra, indispensabile per pensare mentre si osservano le nubi rincorrersi nel cielo. Continua a leggere “Come scrivere una poesia”