La potenza di internet

Ieri sera, nel programma Che tempo che fa, era annunciata la presenza di Cristina Chiperi “nuovo grande successo editoriale”. Non avendo mai sentito il nome, ho fatto una breve ricerca su google e ho scoperto che l’autrice ha diciassette anni, è già alla seconda pubblicazione – dopo un mese dalla prima – e già si attende il terzo volume della saga. Che fosse una trilogia non c’era da dubitarne.
Diciassette anni e tra un mese avrà tre pubblicazioni all’attivo. Con il primo volume, la Chiperi ha già venduto trentacinquemila copie (35.000!).
Tutto è partito da wattpad, una piattaforma in cui si deve pubblicare un capitolo al giorno (lei lo faceva dal telefonino) e si ricevono letture, commenti e like.  Nei commenti si trovano anche suggerimenti sul prosieguo della storia e l’autore può decidere secondo coscienza se accontentare o meno il suo pubblico. Chiperi ha detto che segue la sua vena creativa ma che ascolta anche i lettori  – da brava esperta di marketing. Il succo della storia è che gli adolescenti pare non leggano, ma su questa storia – un amore adolescenziale a quanto pare – si struggono e si identificano.
Allora qualche domanda o considerazione, dovremmo farcela:

  • nessuno legge ma i libri di Moccia e della Chiperi vanno a ruba, e 35.000 copie in un mese è una vendita enorme. Quindi, gli adolescenti leggerebbero ma non hanno le storie che sanno intrigare la loro anima. Quando queste storie ci sono, loro ci si buttano. Che aspettiamo a scrivere queste storie?
  • la potenza delle rete è qualcosa di non ancora del tutto esplorato. I ragazzi e gli adolescenti del 2016 non hanno a disposizione tanto di buono – parlo della società nei loro confronti, non di loro – ma una cosa potremmo invidiare loro: nascere con internet offre opportunità che noi già adulti non potremmo mai sperimentare. Questa me la segno per quando rinascerò.

*ovviamente mi son già iscritta a wattpad, giusto per vedere di cosa si tratta🙂

18 pensieri su “La potenza di internet

  1. 35.000 copie? Sì? Siamo sicuri? Dare i numeri è uno sport nazionale, e in questo gli editori non si discostano dall’andazzo generale. Magari ci faccio un post…

  2. Per chi vuole diverntare un caso editoriale adolescenziale, può essere un inizio. Io mi preoccupo degli aspiranti scrittori che mirano a scrivere un classico della letteratura mondiale (o anche solo un giallo ben congeniato) usando più o meno lo stile e la stessa lingua che ci si aspetterebbe da un’adolescente che scrive di pene d’amore adolescenziale.

  3. A me sembra più che altro la potenza (sempre più stucchevole e sconcertante, e demoralizzante) del marketing acchiappagiovani.
    Se i numeri di questo delirio antiartistico e antiqualitativo fossero veri mi farebbero soltanto PAURA.
    Ma se invece fossero finti? Inventati furbescamente per spingere le persone a iscriversi a ‘sta cosa, o a comprare i libri cartacei della tizia non appena l’immancabile grande editore li pubblicherà?
    Io non mi iscriverei nemmeno se mi pagassero.🙂
    E adesso me ne torno a leggere Mordecai Richler, che per fortuna non aveva bisogno di arruffianarsi il popolo seguendone (o fingendo di seguirne) i banali consigli in corso d’opera: gli bastava il suo onesto Talento, e il suo onesto e professionale Lavoro.

    1. Anche e me codesta faccenda fa un po’ paura. Se i numeri sono gonfiati (e di certo lo sono) non mi rassicura. Conferma il fatto che molte faccende editoriali sono manipolate e manipolabili.
      Se, invece, il numero fosse vero, ancora peggio.
      Ma è comunque un fenomeno che mi incuriosisce.

  4. da quello che ho visto pui avere successo se fai fanfiction oppure leghi le tue storie a personaggi famosi, allora i giovani ti leggono perché la maggior parte sono loro fanatici (“my dilemma is you” ho visto che fra i tag ha delle perosne famose, anche se io non ho idea di chi siano, fra i tag)
    ma se fai una storia con contenuti originali puoi anche morire di scarsa visibilità! Questa è la mia opinione

    1. Infatti, jane, hai ragione. L’autrice ha chiamato il personaggio della sua storia con il nome di un (attore o altro non so) vero. Chi cerca il nome trova il romanzo. Ecco un trucchetto pronto per l’uso😉

      1. Non ha solo chiamato il protagonista con quel nome, il personaggio è proprio quel tizio famoso. Con la scusa della fanfiction puoi usare i personaggi che vuoi e ottenere un successo a parere mio davvero NON meritato

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