Il sorriso che anticipa il Natale – di Paolo Perlini

Vettriano

Era il primo di dicembre quando la modella si present√≤ nello studio del pittore. L’aveva indirizzata un amico.
‚ÄúVai da Germain, devi solo posare per i suoi quadri. Paga bene e tu devi solo stare l√¨, ferma immobile‚ÄĚ.
‚ÄúNuda?‚ÄĚ
‚ÄúNuda o vestita, con un lenzuolo o senza niente. Dipende dall’ispirazione dell’artista, ma a te che importa? Soffri il freddo? Lo studio di Germain √® ben riscaldato, ha un impianto efficiente e pure della buona musica. Non ti annoierai‚ÄĚ le aveva detto l’amico.
Suonò al campanello e poco dopo il pittore venne ad aprire.
‚ÄúSono Juliette‚ÄĚ disse, ‚ÄúHo un appuntamento con il signor Germain‚ÄĚ.
‚ÄúSono io, entra‚ÄĚ.
Juliette si aspettava di incontrare un uomo dai capelli lunghi e scompigliati, la barba incolta, le occhiaie, l’alito pesante e un abbigliamento trasandato. Invece si trov√≤ davanti un tale che aveva l’aria di essere un maggiordomo: ben curato, barba rasata, abiti su misura e un leggero sentore di violetta.
‚ÄúVieni, iniziamo prendendo un t√®, cos√¨ ci conosciamo‚ÄĚ.
Il pittore aveva già preparato tutto, un tè al gelsomino e alcuni pasticcini.
‚ÄúTi dispiace se fumo? Tu fumi?‚ÄĚ
‚ÄúS√¨, grazie. Intendo la seconda, fumo anch’io‚ÄĚ rispose Juliette sorridendo imbarazzata.
‚Äú√ą l’unico mio vizio‚ÄĚ disse Germain, porgendole una sigaretta. ‚ÄúOltre a quello della pittura, ovviamente‚ÄĚ.
Trascorsero un paio d’ore chiacchierando. Lui le spieg√≤ le proprie idee sull’arte e lei manifest√≤ i propri turbamenti sul fatto di posare nuda.
‚ÄúOh! Non devi preoccuparti. Se questo ti crea imbarazzo io posso mettermi a dipingere nudo‚ÄĚ.
Juliette sorrise un’altra volta e in quel momento Germain pens√≤ che sarebbe bastato quel sorriso per creare un quadro meritevole di essere appeso.
‚ÄúBene, che ne dici? Iniziamo? Non preoccuparti, oggi puoi anche restare vestita‚ÄĚ.
Juliette si sdraiò su un divano, restò in quella posa per tre ore, ascoltando la musica, fumando un paio di sigarette e annusando il profumo dei colori a olio.
‚ÄúPosso vedere?‚ÄĚ chiese alla fine.
‚ÄúNo. √ą vietato. Quando sar√† completo, solo allora‚ÄĚ.
‚ÄúVa bene. Quando devo tornare?‚ÄĚ
‚ÄúDomani. E tutti i giorni a venire, da qui a Natale‚ÄĚ.
‚ÄúTutti i giorni? Ma io non so se…‚ÄĚ
‚ÄúTutti i giorni, quando vuoi tu, io non ho problemi di orario. Vuoi venire alle cinque di mattina, alle otto di sera, a mezzanotte? Quando vuoi, almeno tre ore‚ÄĚ.
Juliette simulò qualche dubbio che fugò subito dopo aver visto i soldi che il pittore le stava dando.
‚ÄúD’accordo, a domani allora, stessa ora‚ÄĚ. Continua a leggere “Il sorriso che anticipa il Natale – di Paolo Perlini”