Solo un uomo – di Roberto Barbato

uomo-nebbiaAdesso era davvero mortalmente stanco.
Dopo aver inviato un ultimo, disperato messaggio, senza avere la certezza che il gigaradiomail portatile funzionasse e non si fosse invece guastato nel brusco impatto, quando la navicella aveva toccato rovinosamente il suolo, il capotenente Aldjus Cutstone – comandante della V Flotta Spaziale Planetogalattica – si era messo a camminare in quella landa desolata. L’unica cosa che capiva era che si trovava fuori da ogni mappa, totalmente sperso in qualche ignota parte del deserto ghiacciato di quel minuscolo pianeta che portava l’anacronistico nome di Trails. Al di fuori da ogni rotta conosciuta del Vasto Impero, Trails – la luna nera di RhoBeta54, sedicesimo pianeta dell’Oscuro Parallelo derivato dall’allineamento postcosmico – era noto come un mondo ormai morto.
Aldjus  aveva percorso poche centinaia di metri e già sentiva freddo: desiderava soltanto sostare, riposare, magari potersi stendere. Certo, sapeva bene quale pericolo corresse. Se si fosse fermato per più di quindici, venti minuti, la tuta si sarebbe ghiacciata ed egli sarebbe morto assiderato in breve tempo.
“Per ora la resistenza termica tiene,” rifletteva il comandante, avanzando a fatica, impacciato sia dall’abbigliamento che dal terreno scosceso e scivoloso. “La struttura non sembra essere danneggiata o tagliata. Ma l’ossigeno? Per quanto ne avrò ancora?”
Al momento dell’incidente Aldjus Cutstone era in missione sulla Florian, assieme ad altre quattro navicelle che scortavano un cargo mercantile attraverso la Strada Lattea n° 43218, una delle molte autopiste di luce che attraversano la Galassia sospese nell’incredibile ipernulla. Da qualche tempo, nella zona erano tornate all’opera bande di pirati spaziali che assaltavano gli astrocarri per impossessarsi sia delle merci che degli uomini d’equipaggio e chiedere quindi un riscatto.
Tutto stava andando per il meglio quando Lujsius aveva avvertito che qualcosa nella strumentazione di bordo non rispondeva piĂą ai suoi comandi. Mentre perdeva velocitĂ , per non intralciare la prosecuzione della missione, aveva parlato via radio con i suoi uomini: affidato il comando al suo secondo Mickius Derouge, egli si era visto costretto a farli proseguire senza di lui.
“Manca poco ormai, voi continuate lungo il fiume astrale e… e poi sapete cosa fare,” aveva detto loro. “Mickius, li affido a te. Io mi fermo da qualche parte, do una occhiata per capire cosa non va in questa trappola e poi riparto. Non preoccuparti, dai, ci ritroveremo alla bettola e finiremo come sempre, aspettando l’alba,” aveva concluso, cercando di mostrare un ottimismo che era lontanissimo dal provare. Continua a leggere “Solo un uomo – di Roberto Barbato”