La mostra Brueghel a Bologna

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Ho visitato la mostra Brueghel. Capolavori dell’arte fiamminga il 22 ottobre ma causa, tra l’altro, l’inghippo di cui al post precedente non sono riuscita ancora a scriverne.
Brueghel è indicato senza nome perché in realtà non si tratta di un unico pittore, ma di un’intera famiglia di artisti che comprende Pieter Brueghel il Vecchio, Pieter Brueghel il Giovane, Jan Brueghel il Vecchio, Jan Brueghel il Giovane, Abraham Brueghel, Ambrosious Brueghel. Nessuno come loro ha saputo influenzare, e direi rivoluzionare, l’idea di pittura come era vista fino ad allora – parliamo del XVI e XVII secolo, e di ciò che rappresentava.
La pittura italiana era molto diversa dall’arte fiamminga: nei quadri dei nostri artisti prevaleva l’immagine delle persone, che erano al centro dell’opera con un paesaggio sullo sfondo, mentre nell’arte fiamminga, di cui i Brueghel sono promotori e divulgatori, la protagonista è la natura e l’uomo diventa piccolo al confronto e si fa sfondo per alberi, laghi e colline.
Altro aspetto fondamentale dell’arte fiamminga è che nei quadri si racconta la vita, con tutti i suoi aspetti anche i più prosaici: ed ecco i contadini che fanno pipì davanti a un albero e un bambino che fa la cacca in primo piano. Alle feste di matrimonio, gli invitati hanno il naso rosso e una evidente ‘manifestazione di felicità’ dentro i pantaloni. Tutte cose che nei quadri dei pittori di casa nostra non esistevano.
Si potrebbe quasi dire che i fiamminghi introducano nei loro quadri un verismo alla Verga, con le rappresentazioni di vita contadina e povera. Ho trovato tutto molto interessante; i quadri, visti da vicino, rivelano particolari minuziosi e perfetti, espressione della grande abilità della famiglia Brueghel. Dalle farfalle ai pappagalli, dalle lumache alle api, questi piccoli particolari impreziosiscono delle opere già perfette. Le composizioni di fiori, anch’esse tipiche dei pittori fiamminghi rivelano un occhio attento e un gusto raffinato nell’accostare tipologie e colori. Incredibile pensare che per realizzare un quadro con composizione fiorita era necessario un anno: i fiamminghi dipingono rigorosamente dal vero e quindi i fiori dovevano essere presenti. Si iniziava a gennaio dipingendo il vaso e il fiore del calicanto o del gelsomino giallo, poi si accantonava la tela, si riprendeva a febbraio con il croco, a marzo si dipingevano gli anemoni ecc.
Ecco perché i quadri con le composizioni fiorite erano i più costosi. E anche stupendi. Ci si incanta davanti a queste colorate meraviglie. Si può stare ore a osservare la bellezza dei colori e dei particolari, i petali gonfi di colore con striature e ombre. La perfezione dei particolari è unica. I tulipani hanno una varietà di colori e di forme difficili da trovare in altri artisti.
Il tulipano per i fiamminghi era di grandissimo valore: alcuni finivano per vendersi casa, terreno e animali per comprarsi i preziosi bulbi, nella speranza di una fioritura superba e di grande fascino da riprodurre. Salvo poi trovarsi in bancarotta quando, da un giorno all’altro, il tulipano perse il suo valore.
Storie sorprendenti da questi fiamminghi. Da vedere e studiare.

  • nella foto, un cartonato che si trova all’ingresso della mostra: all’interno una faccia a me nota.

3 pensieri su “La mostra Brueghel a Bologna

  1. Non voglio essere polemica, ma Brueghel il giovane è una mia passione e ho trovato il commento un po’ superficiale. Tutti i vari piccoli e grandi mostri che popolano la natura cosa sono se non lati dell’animo umano?! E il cieco che inciampa portando con se tutti gli altri appoggiati a lui, colti nell’attimo in cui sta per succedere. ..e lui guarda verso di noi, ma non vede. Detto ciò,non so se a Bologna è arrivata la stessa mostra di Roma, Chiostro del Bramante, che non era assolutamente esaustiva,ne ben allestita, ma che con due soli capolavori ha saputo dare uno scorcio della bravura e genialità dei Brueghel. Grazie.

    1. Giovanna, se sono stata superficiale è perché non ho mai studiato storia dell’arte e non so spiegare con competenza. Ho scritto a sentimento riportando ciò che ci ha raccontato la guida. I quadri di cui parli non li ho visti, ma la mostra l’ho trovata superba.
      Grazie dell’intervento.

      1. Sei più che giustificata!!! Per me l’arte è ciò che ispira e dà, ma ti sei imbattuta nei grandi, poco conosciuti da noi e purtroppo conosco bene l’impreparazione delle nostre guide sig!

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