Cosa diventeranno i bambini?

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Faccio pensieri strani.
Fisso i bambini e mi chiedo cosa saranno da grandi. Una volta, anni fa, in un momento terribile, mi chiesi quanti di loro sarebbero diventati adulti. I bambini: siamo tutti pronti ad abbracciarli, a coccolarli, questi esserini indifesi che ci suscitano tenerezza  e istinto di protezione. Mi domando perché, in quale punto della loro esistenza, questi esseri indifesi diventino qualcosa da cui difenderci: com’è possibile che tanta bellezza si corrompa in così breve tempo? Che cosa sciupa l’ingenuità e la fa diventare quella scaltrezza da furbi che provano piacere a fregare il prossimo?
Cosa penseranno quando alla sera si siederanno a cenare intorno al mio tavolo, con i miei piatti bianchi regalo del Conad ma sempre miei, con il mio copritavolo fatto a mano regalo di un’amica che loro non conoscono e per loro non significa nulla? Si sentiranno furbi sapendo di avere fregato la mia tranquillità, penseranno a quanto sono bravi e in fondo, diranno, mica abbiamo fatto dei danni. Abbiamo preso cose inutilizzate, cose che erano lasciate lì da sole, indifese come quei bambini che eravamo. Ma loro, di quei bambini non ricorderanno più nulla, penseranno ai loro bambini e a ciò che gli stanno insegnando.
I Carabinieri dicono che non sanno da dove iniziare e io li capisco, so che è vero. Non esistono più le categorie di ladri. Una volta si sapeva a chi imputare un furto: se rubavano il rame erano i rom, se rubavano il ferro erano altri ecc. Ma ora non esiste più il “genere”, quello che ci permette di catalogare i libri e le persone, ma non i ladri. I Carabinieri, anche se trovassero i ladri, poi dovrebbero fare i conti con quelle improvvise uscite di galera che destabilizzano pure il loro operato e li turbano nei loro forti convincimenti. Perché devono essere forti per servire l’Arma, con tutto ciò che comporta, oltre ai rischi che tutti sappiamo, e tutto per uno stipendio da impiegato quando piegati sulla scrivania non sono.
Ma i bambini, quelli mi turbano. Chi li ha cresciuti quei bambini? Chi ha disegnato con il dito nella polvere sul mobile una faccetta da smile malizioso che sembra dire “hai visto che ti ho fregato?” e mi sorride con scherno? Anche l’appuntato ha detto che l’idea che ne ha avuto è così: si divertono sapendo che ci fregano.
Questa forse è la spinta che li aiuta ad andare avanti: avere più furbizia degli altri, fregare il prossimo. Ignorando che, per essere persone la furbizia non serve: quella arreda solo le case ma non l’anima.

5 pensieri su “Cosa diventeranno i bambini?

  1. Una volta sono venuti in casa e hanno mangiato le caramelle, credo seduti sul divano. Poi sono scappati spalancando la porta del giardino. Non so come sono adesso, spero più onesti.

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