Leggere in anteprima

Preparazione del testo

Ho avuto il piacere, più di una volta, di leggere racconti e altri testi di amici, prima che venissero pubblicati o spediti a qualche editore.
Ho detto ‘il piacere’, perché per me è piacevole mettere le mani nei testi altrui: prima di tutto, leggerli e suggerire modifiche è meno faticoso che produrre parole e storie, poi mi diverte, se si può, redarguire (ho dovuto cercare un sinonimo eh!) e fors’anche rampognare il malcapitato che ha avuto l’ardire di coinvolgermi nella lettura anticipata.
Ho letto da poco alcuni racconti di Marco Freccero – quelli che finiranno nel terzo volume della “trilogia delle erbacce”, come la definisce l’autore – e so che Freccero sta per pubblicare il secondo volume della succitata trilogia. (e oggi, in questo post, Freccero parla, invece, della sua prima raccolta di racconti Non hai mai capito niente, che vi consiglio di leggere)
La scrittura altrui ci appare ‘nuova’, notiamo subito se ci sono ripetizioni, se ci sono frasi fatte, inflazione di un termine, tutte cose che il povero autore non vede perché conosce già il suo testo ed è convinto di avere scritto pasta e invece si trova posta, oppure ha corretto un termine e dopo sono rimaste virgole e punti nella posizione sbagliata. Insomma, due occhi esterni si fermano subito dove c’è una magagna. Ecco perché è tanto utile farsi leggere da un lettore esterno. Se avete scritto qualcosa che ritenete buono, cercatevi subito qualche amico, ma anche non, disposto a dirvi cosa non va nel testo. Ogni testo ha qualcosa che non va, soprattutto se non è ancora stato rivisto. Ma, anche dopo sette revisioni (vostre), quando siete convinti che sia tutto a posto, arriva uno che non scrive, che magari dipinge, e vi punta subito il dito su alcune frasi:

  • Cosa vuoi dire qui? ho dovuto rileggere tre volte e questo non depone a tuo favore.
  • Chi è il soggetto della frase? perché cambia se è ‘lui’ o ‘lei’.
  • Ripetizione!
  • Qui lei non sorrideva, te l’assicuro.
  • Ma non si chiamava Tiziana?

Questi sono alcuni commenti che ho scritto a lato dei racconti di Freccero – e posso assicurare che è uno molto preciso e attento – dopo le sue revisioni. Certo, lo sappiamo tutti, bisogna lasciare sedimentare il testo, allontanarcene per un po’, abbandonarlo, e so che Marco l’ha fatto. Ma, ogni autore, profondo conoscitore delle proprie storie e ‘al corrente dei fatti’, tenderà a leggere ciò che la sua mente sa e non ciò che c’è scritto. Per lui è tutto chiaro, quindi non può notare se una frase non è limpida: lui la legge bene e nel giusto significato. Non vede se non c’è scritto “La nonna cadde a terra con un tonfo secco”, ma solo “cadde a terra”, perché lui SA che è la nonna che cade e non il nipote. Ma il lettore non sa tutto ciò, al lettore bisogna dirlo.
La scrittura deve essere comprensibile. Non deve essere troppo dettagliata, ma il soggetto serve. Non deve spiegare, ma mostrare, certo. Ma deve mostrare ciò che vogliamo dire, non una cosa simile e basta.

Se scrivete un testo, lo fate leggere a qualcuno o vi fidate solo del vostro occhio attento? Lo lasciate riposare prima di rileggerlo?

22 pensieri su “Leggere in anteprima

  1. Buongiorno Morena!🙂 Ho finito di scrivere quello che per ora è un racconto, ma che vorrei far diventare un romanzo breve. Tendenzialmente è finito, ed ora sta riposando un po’, in attesa che magari non abbia altre sensazioni ed emozioni da trascrivere. Ad ogni modo, poi vorrei farlo leggere alla mia Madrina di Battesimo; ci tengo molto ad avere un suo parere.
    Buona giornata!🙂

  2. Finora tutto quello che ho pubblicato – cartaceo o ebook – era stato prima postato su blog e siti, quindi letto e riletto anche da altri, perciò mi sono preoccupata solo di controllare che non ci fossero errori di battitura (quasi tutte poesie, in effetti).
    Adesso che sto terminando un racconto che andrà ad aggiungersi ad altri con gli stessi protagonisti, e che vorrei poi pubblicare in ebook, ho pensato sia meglio farli leggere a qualcuno di esterno (anche tu, se ti fa piacere) per vedere se il tutto fila.
    Temo solo di scoprire, alla fine, di non essere un granché come scrittrice. Vorrà dire che nell’eventualità mi dedicherò ad altri passatempi.😀

    1. La poesia è molto diversa dalla narrativa: trovare qualcuno che ti dica cosa scrivere in un verso è assurdo. Le parole sono poche e ben dosate. Se poesia c’è, che rimanga come l’ha scritta l’autore.
      Se vuoi, puoi mandare😉

  3. la scrittura non dovrebbe essere un passatempo. comunque, senza polemica e senza nulla togliere all’amica volenterosa ;)), c’è anche gente che fa proprio il mestiere di correggere e consigliare… magari anche di cambiare mestiere. personalmente ho avuto pessime avventure affidandomi ai consigli di chiunque, spesso ho aggiunto parti che non andavano aggiunte e soltanto perché l’amico era stato disattento. ecco, credo che il giro tra gli amici vada fatto dopo una seria correzione. e in tutti i vasi: mai avere fretta.

    1. Sono d’accordo con te. Ci sono editor che farebbero un ottimo lavoro, ma non sempre si può avvalersi di professionisti e a volte non si conoscono nomi validi. Di certo chiunque legga un testo altrui e non sia persona del mestiere, può solo dare dei suggerimenti.
      Mai avere fretta è il mio motto🙂

  4. sono totalmente d’accordo su quanto scritto, specialmente nel punto in cui (anche io) ho scoperto che è veramente divertente e piacevole fare il “correttore di bozze”. Per uno pignolo come me sarebbe il lavoro ideale😀
    ovviamente le cose che leggo io non sono della stessa importanza di quelle che hai descritto tu🙂

  5. Lo leggono un bel po’ di persone e ognuna trova sempre qualcosa che l’altra non trova, poi c’è chi ha una precisione scientifica e ti rendi davvero conto di quanto sia utile far leggere ad altri quanto scritto.

  6. Per me il difficile è trovare chi mi legga. Una volta mi sono rivolta a una agenzia letteraria ed è stat una esperienza negativissima (se si può dire). Quindi leggo, rileggo e rimando!

  7. Non vede se non c’è scritto “La nonna cadde a terra con un tonfo secco”, ma solo “cadde a terra”, perché lui SA che è la nonna che cade e non il nipote.
    Cosa vuoi dire qui? ho dovuto rileggere tre volte e questo non depone a tuo favore.
    Io, comunque, personalmente depongo in tuo favore🙂
    Farsi rileggere è sempre un bene ma…
    ebbene sì, c’è un “ma”: deve essere ben fermo il concetto dei ruoli tra scrittore e ri-lettore. Mica è detto che tutte le osservazioni dell’ultimo debbano trovare accoglimento presso il primo! E questo senza risentimento alcuno del secondo (o del minuto, se il ri-lettore è di bassa statura; o del primo, se l’antipasto non fu all’altezza).

  8. “c’è un “ma”: deve essere ben fermo il concetto dei ruoli tra scrittore e ri-lettore. Mica è detto che tutte le osservazioni dell’ultimo debbano trovare accoglimento presso il primo!”

    Certo. Infatti questo sarà oggetto di un prossimo post-

  9. hai ragione, hai proprio ragione su tutto, soprattutto sul fatto che un racconto deve riposare. Uno scrittore dell’antichità classica (non ne ricordo il nome adesso) diceva che ogni scritto deve stagionare in un cassetto per almeno dieci anni…

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