Agosto: mese di attese

AttesaSabato

Ho tre post iniziati – sto esagerando: di due ho solo il titolo, che è la solita frase di ricerca usata da qualcuno – ma non mi va di applicarmi e sto pensando di rimandare tutto a settembre, proprio come si faceva una volta con gli alunni che “possono fare di più perché il cervello ce l’hanno solo che non si applicano”, perché settembre è il mese del fare, al contrario di agosto che è il mese del nulla.
Ci condizionano i mesi, lo sapete? I mesi, le festività, le svolte, gli inizi, le fini. Ma agosto è il mese che più ci condiziona, anche se dicembre lo segue come buon secondo: il fatto è che dicembre contiene quelle due questioni spinose che sono Natale* e il 31 dicembre, ma agosto è come fosse formato da trentuno giorni di fine d’anno. Si sta tutto il mese sospesi nel vuoto e si aspetta. Da anni non so dire di una cosa vera fatta in agosto: sì, alcuni anni fa feci una marmellata di prugne e tanti anni prima cucii un abito da ricevimento (per dire) e un anno studiai Il discorso sul metodo di Cartesio, ma come vedete, le cose fatte nei mesi agostani sono ben fisse nella memoria, appunto perché in agosto, per la maggior parte dei nostri agosti, non c’è nulla di dichiarare.
Quindi, sospendo da subito la scrittura dei miei post, salvo improvvisazioni che, come sapete, con me sono sempre possibili (alla faccia della pianificazione, del brand e del brandy!) e vi auguro di trovare un senso a questo mese.

Qualora lo trovaste, scrivetemelo nei commenti.
Poi, magari, qualche senso lo trovo anch’io e potrebbe essere un bel tramonto, una chiacchierata serena, una cena ottima, un giorno con gli amici, ma insomma, dobbiamo sempre procurarci le occasioni.
Ad maiora!

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6 pensieri su “Agosto: mese di attese

  1. Eccomi; inopportuno come il mese di agosto, a scommettere che non sospenderai la scrittura dei tuoi post.
    Ne sono convinto!
    Concordo, annosa teoria Fantiana, sull’influenza dei mesi, per i quali non c’è vaccino latte: avrei infatti un bianco raffreddore su cui lavorare: ma-la-voglia è di fragole fresche, all’obra di fronde.
    Il senso di questo mese? Facile. Il senso è insito nel suo non senso, tempo di mezzo, di improvvise vacanze, di pizze o brandy, tra le sudate carte. O forse no.
    Mica poco una chiacchierata serena, una cena ottima, un giorno (meglio due) con gli amici…

    …al tuo prossimo post, che scriverai entro agosto 🙂
    Ad meliora semper

    Mi piace

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