Letture estive – La sposa silenziosa

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L’estate, a volte, porta più tempo da dedicare alla lettura, ma queste letture (per me) è meglio siano simil leggere, di facile abbandono, senza tema, una volta riaperto il libro, di non capire più cosa si stava leggendo. L’estate porta anche occasioni di vita all’aperto e compagnie con chiacchiere annesse; il libro deve essere abbandonabile.
Mi hanno prestato La sposa silenziosa, di A. S. A. Harrison, edito da Longanes – traduzione di Alisa Matizen e Irene Abigail Piccinini -,  e la cosa che più mi attraeva (detto dall’amica che l’ha letto prima di me) è la scansione in capitoli scritti da LEI e da LUI.
Allora, il libro è di facilissima lettura, si può interrompere e ritrovare, leggere nell’attesa di fare il bagno e riprenderlo subito dopo. Ma se devo dire la mia, lo so che non vedete l’ora, è molto superficiale.
Jodi e Todd sono una coppia all’apparenza solida, con un buon giro di amicizie e una vita agiata. Ma Jodi sa che Todd si concede delle relazioni extra e non dice nulla. Todd esce con altre donne ma ama tornare a casa da Jodi e dalle sue premure.
Quando Samantha, figlia di un caro amico di Todd, entra nella sua vita, l’uomo non capisce più nulla e si innamora (che poi non è amore quello raccontato da lui) e gestisce molto male la situazione. Samantha poi rimane incinta e tutto precipita. Il padre della ragazza, scoperta la cosa, telefona a Jodi e l’avvisa. Lei non dice nulla e attende che sia Todd a parlargliene ma lui non ha il coraggio e aspetta il giorno del trasloco per dirle che va a vivere con un’altra donna.
Dopo di che noi lettori capiamo che i due non sono sposati e che quindi Jodi non ha alcun diritto di restare nella casa in cui sta e che in pratica non può accampare pretese. Qui esce una proposta di un’amica e Jodi l’accetta: assolderà uno che ucciderà Todd (scusate lo spoiler ma per dire come evolve la situazione dovevo scriverlo) per non perdere l’eredità, la casa e il resto.

Come avete letto, di roba al fuoco ce n’era: poteva essere un romanzo con le palle. Ma purtroppo così non è stato. I personaggi sono tutti ‘malati’, poco definiti se non nel risultare antipatici – cosa che a volte indica che siamo riusciti a scrivere bene, ma stavolta no: non possono essere tutti negativi i personaggi di un romanzo, ricordiamocelo -, ‘leggeri’ anche quando dovrebbero essere tragici.
La psicologia di Jodi e Todd, pur essendo chiara, non è trattata a pelle nuda, non graffia, non suscita ribrezzo ma solo rabbia.
Era buona l’idea di ‘Lei’ e ‘Lui’, poteva produrre risultati interessanti. Non era male neanche la storia, ma alla fine ci sono alcune cose accennate, non dette, che non sono chiare e sembrano ‘tirate via’.
Conclusione: da ombrellone va bene, ma non di più. Si legge bene, scorrevole, ma non sempre questo basta.

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