Leggere una prima pagina: Miele di Jan McEwan

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“Mi chiamo Morena Fanti (che fa rima con santi*) e poco meno di vent’anni fa mi mandarono in missione segreta per spiare i condomini durante i pomeriggi d’estate. Non fu una passeggiata. Mi scoprirono subito e ora mi odiano tutti.
Non perderò tempo a raccontarvi della mia infanzia e dell’adolescenza. Sono la figlia di un ragioniere, non ho sorelle e sono cresciuta a Bologna. Casa mia era spartana e senza lampadari, i libri sono cresciuti insieme a me. Mia sorella, se ci fosse stata, avrebbe litigato con me tutto il tempo, ma per fortuna non ho avuto questo problema. La mia famiglia frequentava raramente la Chiesa e anch’io smisi poco per volta pur senza riportarne danni visibili. Il palazzo dove abitavamo all’epoca aveva otto piani e un grande giardino condominiale, con muretti, aiuole e qualche panchina. Sono cresciuta in un’atmosfera di attesa, in un’altalena di giorni ruvidi e tempo per pensare.
Dopo le medie, con l’inizio delle superiori, cambiò ogni cosa e io diventai irrequieta, pronta a una vita che non supponevo esistesse. Anche se in verità non mi accadde nulla di strano per i primi diciotto anni di vita, e questo è il motivo per cui li salterò.”

Ho rifatto il verso alla prima pagina di Miele, di Jan McEwan. L’ho iniziato stamani e l’ho trovato irritante e noioso. Da McEwan mi aspettavo molto. Certo, non ci si deve arrendere dopo una pagina. Però…

Voi che ne pensate? Ora che lo rileggo mi sembra già un poco meglio.

 * e naturalmente il gioco della rima non viene bene con il mio cognome: plume è la metafora della penna dello scrittore…)

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7 pensieri su “Leggere una prima pagina: Miele di Jan McEwan

  1. Ahahah! Non so come hai fatto, ma è andata così:
    McEwan ho faticato a terminare la prima pagina ..noia imperante. Per continuare il libro bisogna farsi un po’ di violenza;
    Il tuo scritto l’ho letto d’un fiato e mi aspettavo di leggere qualcosa in più. È’ frizzante, ecco!
    Bell’esercizio 😊

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  2. Sai, credo che giudicare un libro dalla prima pagina, sia un po’ come “giudicare un libro dalla copertina”. Sai quante volte ho iniziato a leggere libri con un prologo noioso e mi sono ricreduta? puf! Ho perso il conto! Però sai, nonostante alcuni letti abbiano fatto proprio schifo, li ho sempre letti fino all’ultima parola, in attesa del colpo di scena che mi avesse fatto cambiare idea.
    Bellissimo però il rifacimento 🙂

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