Come causare un disastro, andare in tv e, infine, pubblicare un libro

C_4_articolo_2120598_upiImagepp

“Non ci vogliamo rendere complici della giustificazione di un uomo che ha causato la morte di trentadue persone”. Sono le parole di Cristiana Ricci, titolare della “Libreria Marradi” di Livorno. 

Non vi sarà sfuggito – ma se fosse così non sarebbe un male – che Schettino, il comandante che con un inchino ha rovinato tante famiglie, ha pubblicato un libro a suo nome. Dalla copertina si evince che non l’ha scritto da solo (se l’ha scritto): oltre alla sua firma, c’è quella della giornalista Vittoriana Abate.
Ma non mi interessa sapere chi l’ha scritto, quanto osservare il meccanismo di cotanta perversione. Uno fa un danno – ammazza qualcuno, fa un casino madornale, rovina miliardi di materiale, attrezzatura, bellezze naturali, causa morti e dolori – e diventa famoso, perché è così che funziona, e la CE di turno si fa avanti e gli chiede se vuole pubblicare un libro sulla vicenda di cui è protagonista.
In questo caso (ho fatto una brevissima ricerca) credo di poter affermare che l’editore del libro di Schettino sia a pagamento. Potrebbe essere che il comandante abbia pagato per pubblicare, oppure che la CE abbia deciso per una volta di non farsi pagare prima dall’autore perché ha fiutato l’affare. Ha capito che rientrerà presto dell’investimento fatto perché può contare su un (folto) gruppo di compratori: quelli che sguazzano nelle disgrazie altrui e che amano il fango, la fogna, la puzza di escrementi.
Pare che al primo incontro ci siano state molte persone che hanno comprato il volume e chiesto l’autografo all’improvvisato autore. A dimostrazione che anche il personaggio più … (per una volta non mi sovviene la parola perfetta, cioè mi sovviene ma in fondo ho ancora una reputazione di signora educata) ha un suo pubblico. E la CE ha fatto sapere che del libro sono già state vendute 10.000 copie. Magari non è vero: lo sapete che i comunicati stampa a volte sono ‘gonfiati’, ma a me pare già uno scandalo che ne venda una copia.
D’altro canto, abbiamo delle librerie indipendenti (benemerite) che si rifiutano di spacciare suddetto volume, che in dedica porta il ricordo delle vittime del naufragio della Concordia. Una delle prime è la Libreria Marradi di Livorno (vedi foto sopra) a cui si aggiungono man mano altre librerie. Riporto due brani da un articolo letto sul web:

«Non l’ho nemmeno preso in considerazione – racconta Carla Pinna della Libreria Pagina 18 di Saronno -. Non lo vendiamo per un semplice motivo: perché dare spazio al punto di vista di uno che ha ottenuto fama lasciando morire delle persone per la sua inettitudine quando potremmo invece parlare di punti di vista e storie di chi la gente l’ha salvata per davvero? Perché non parliamo piuttosto di Padre Paolo Dall’Olio? Schettino non aggiunge nulla e dovremmo smetterla di dare spazio ai carnefici».

Sulla stressa linea anche Francesca Boragno, dell’omonima Libreria:«Mi sembra che onestamente sia legittimo discolparsi, ma attraverso un libro dove ci guadagna anche sulla pelle di tante persone, credo sia fuori luogo. Ci sono altri posti dove potersi difendere. Inoltre, se proprio vogliamo analizzare il fenomeno di questa tipologia di libri, non è che vendano molto. Se ne parla di più suo giornali con un articoletto, ma poi le vendite sono molto statiche. Oltre alla nostra scelta di non vendere il libro, si poterebbe anche risparmiare molta carta se si scegliesse meglio, e con maggiore responsabilità, cosa stampare».

Ecco, magari iniziare a risparmiare la carta non sarebbe male. Finché la finta cultura darà spazio a certi ‘personaggi’ fasulli investendoli del nome di ‘autore’, diventa difficile trovare le motivazioni per mettersi a scrivere. Certo, potete dire che sono scuse e che non ne siamo capaci.
Siete d’accordo con me? Dite la vostra, orsù! 🙂

* non metto link al libro, alla CE o altro perché scelgo di non dare visibilità a certi fenomeni sociali

Annunci

4 pensieri su “Come causare un disastro, andare in tv e, infine, pubblicare un libro

  1. Non è un caso che anche i casi di cronaca efferati che hanno visto processi contrastati finiscano sulla pagina stampata ad opera di chi deve dare la sua versione, un nome tra tutti Amanda Knox. Del resto è sempre utile andare a ritroso e pensare a chi legge questa spazzatura: probabilmente le stesse persone che in edicola acquistano i settimanali di gossip criminale (vergognoso il solo fatto che qualcuno abbia pensato ad una pubblicazione del genere), le stesse che alla mattina guardano la Panicucci e al pomeriggio la D’Urso.

    Mi piace

  2. Sono d’accordissimo con te! Penso che gli italiani abbiano un perverso senso di stima per personaggi che non se la meritano affatto, anzi! Basti pensare (scelte politiche a parte) a chi ha dichiarato che Berlusconi fosse un grande, subito dopo lo scandalo che ha portato al processo Ruby. Per non parlare poi del coraggio necessario per lucrare su morti di cui si è responsabili..non so.
    Bell’articolo comunque! 🙂

    Mi piace

  3. Ci hanno (i media) abituati alla morbosità delle sciagure. La bontà, la felicità, gli esempi buoni, non fanno notizia… E qui ne abbiamo un bell’esempio! Convengo con il tuo pensiero e apprezzo quelli che vogliono vendere buoni libri, lasciando fuori i furfanti.

    Mi piace

  4. Condivido in pieno ciò che hai scritto, dare spazio per i media in generale alle tragedie per scopi pruriginosi a favore di un pubblico che si ciba delle disgrazie altrui è ormai cosa risaputa, ancora di più se la tragedia viene utilizzata per scopi politici, come il caso della deputata del movimento 5 stelle che utilizza la morte di quel bambino di quattro anni nell’ascensore del metrò per attaccare il sindaco di Roma ( http://munafo.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/07/10/usare-un-bambino-morto-per-fare-politica/ )

    Che schifo!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...