La mostra di Escher a Bologna

Escher

Qualche settimana fa vi ho raccomandato questa mostra a Vicenza:
Tutankhamon Caravaggio Van Gogh – La sera e i notturni dagli Egizi al Novecento.
Oggi, invece, sono qui a raccomandarvi, se siete in zona, di visitare questa meravigliosa mostra di Maurits Cornelius Escher. Se non siete in zona, potete cercare Escher su google e ammirare opere che tutti conosciamo ma che non abbiamo mai apprezzato in pieno come meritano (parlo per me).
Vedere da vicino le opere di questo magistrale incisore è un godimento. Osservando il lavoro di Escher ho pensato a Gaudi e all’ammirazione che questo genio ha suscitato in me. Pur con opere tanto diverse, e in ambiti differenti, ho riconosciuto anche in Escher quella genialità che arriva dall’essere avanzato rispetto ai colleghi dell’epoca.
Per realizzare le sue opere (e già sarebbero una meraviglia anche se fossero solo quadrati e rettangoli perché creare incisioni è una magia) Escher ha usato assiomi matematici non ancora studiati, formule non inventate, divisione dello spazio, illusioni ottiche, pieni e vuoti e tutte le tecniche studiate dalla Gestalt, creando magie visive che ti rapiscono e ti conquistano.
Anche se io mettessi qui tutte le immagini della mostra, 150 opere meravigliose, non renderei l’idea di come sia vederle da vicino e gustarsi i particolari. Però qualche immagine mettiamola lo stesso.

 Dag_en_Nacht

print-gallery

 Quest’opera, Print Gallery, ad esempio, da Escher realizzata con un disegno a spirale che scompone l’immagine originale e la ruota, creando tante immagini del ragazzo che osserva i quadri dove un quadro è lui stesso che osserva i quadri ecc ecc, era tanto avanzata per l’epoca che Escher arrivò fin quasi al centro ma non poté completarla. L’opera fu terminata nel 2003 da due studiosi matematici che, con l’aiuto del pc, riuscirono a completare il tondo centrale:

lenstra_printgallery

Per finire, questa mostra strizza l’occhio ai social e propone, pur non potendo fotografare all’interno, qualche spazio in cui scattarsi selfie o farsi fotografare inseriti in un contesto da illusione ottica. E all’entrata c’è un totem in cui riflettersi per creare un’immagine da ‘sfera riflettente’ (vedi immagine in alto). Divertente.

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4 pensieri su “La mostra di Escher a Bologna

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