Lettera di presentazione 2.0

web 2.0

Questa lettera è un’evoluzione della precedente, e le modifiche sono nate dai vostri suggerimenti: il vero 2.0 siamo noi.

Gentile Dott*. Biasella,
Le scrivo perché ammiro molto la Neo. e apprezzo l’ottimo lavoro che svolgete. I Vs. libri sono sempre molto curati, la grafica è eccellente e le copertine superlative. Conosco bene il Vs. catalogo – ho letto i libri di Zardi e li ho anche recensiti – e ambierei a vedere il mio romanzo La centesima finestra con il logo Neo.

La storia che ho raccontato in questo romanzo parte da un rapporto a tre , due uomini e una donna – lo so: se fossi furba avrei messo due donne e un uomo. Il rapporto descritto, pur restando molto elegante, senza volgarità, non ha nulla da invidiare alle cinquanta famose e vituperate sfumature: a detta dello stesso Zardi la scrittura ha una forte valenza erotica e questo credo sia un punto a favore (che sia erotica e che l’abbia detto Zardi che, non dimentichiamo, è candidato allo Strega).
Il prosieguo della narrazione mostra i tre personaggi nelle loro tre città, in tre diversi giorni della settimana. La costruzione narrativa è una delle mie fisse e mi piace che sia originale, anche se realizzarla mi è costato molto lavoro.
I lettori saranno colpiti già dal titolo, quella “centesima finestra” mutuata dalla tecnologia e dai Massive Attack: nel romanzo sono presenti molti riferimenti musicali e il CD 100th window, che dà il nome al romanzo e suscita fascinazione ed emozione, ne è il pezzo forte. Nel romanzo non mancano riferimenti artistici: la protagonista, Annalisa, dipinge e il suo ispiratore è Sam Francis. La tavolozza dei colori è ben rappresentata durante tutta la narrazione: i personaggi, anche quelli secondari, non indossano mai abiti viola, verdi o rossi, ma glicine, color ottanio, o cremisi.
Le scene, soprattutto verso il final,e si legano l’una all’altra con gesti che iniziano a Genova e terminano a Bologna, proseguono a La Spezia e rimandano in un giardino bolognese.
Questa narrazione, iniziata con un “rapporto a tre”, si snoda tra le vite dei protagonisti e le loro delusioni, i rammarichi e i desideri di rivalsa su quello che la vita impone loro. Ma la “centesima finestra“, con il suo significato tecnologico e simbolico,  è in agguato per ognuno di noi e questo non dobbiamo sottovalutarlo mai: “La centesima finestra è quella che si apre all’improvviso sullo schermo del pc ed è la finestra attraverso cui entra un ospite inatteso, o inopportuno. Un ospite che cambierà il tuo pc. …o la tua vita.”
Il romanzo presenta diversi piani di lettura, ma senza dimenticare la sua funzione di ‘storia da raccontare ai lettori’. Non è un testo che si offre come insegnamento ma è una storia che propone spunti di riflessione e che suscita delle domande: “Se avessimo vissuto ciò è successo ad Annalisa, Dario e Fabio, come avremmo reagito?”
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Cordiali saluti
Morena Fanti (con indirizzi di posta e numero telefonico)
ps. come risponderebbe Lei, a quella domanda?
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* questo ‘Dott’ non mi garba del tutto, ma seguo i suggerimenti.
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Grazie a Carlo Dainese (che scatta bellissime foto e che volevo raccomandarvi d tempo, poi me ne dimenticai. Rimedio ora), Sys e Pjperissinotto. E grazie anche a Marco Freccero che non solleva mai obiezioni ai miei testi e questo, a volte, mi lusinga.
** mentre scrivevo il post, rileggevo, modificavo, controllavo i link, ho ascoltato di nuovo tutto il Cd dei Massive. Ve lo consiglio. Special Cases da solo vale il viaggio.
E, non in questo Cd, non dimenticate anche Karmacoma, anch’essa presente nel romanzo. Questa è la versione che ascoltavo durante la scrittura:
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14 pensieri su “Lettera di presentazione 2.0

  1. Fammi capire: questa vuole essere la presentazione di un libro da proporre a un editore? A me sembra eccessivamente lunga e prolissa. Io ho scritto un’email di 3 righe in cui mi presentavo e parlavo del mio libro.

    Gli editori ricevono centinaia di proposte, di tutti i tipi. Come speri di fare presa con una presentazione di quasi 3000 caratteri?

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  2. Questa versione invece a me piace molto di più! 🙂
    Non amo la citazione troppo frequente del nostro caro amico Paolo, perché suona troppo pretestuosa vista la contingenza del premio Strega, e potrebbe far cestinare tutto per ripetitività molesta. E non sono sconvolto per il finale della lettera come invece mi piacerebbe potesse accadere al Gent. Dott. Biasella.

    Prima o poi dovresti farci vedere la tua idea di lettera di presentazione. Come diceva qualcuno che forse non è mai esistito … “Dulcis in fundo”.

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  3. Pardon, è la prima volta (o la seconda) che entro in questo blog. Di cosa si tratta in questo post? Capisco che è lo sviluppo di qualcos’altro, ma il gioco in cosa consiste? Biasella, Nardi, Neo sono nomi di fantasia o si fa riferimento a qualcosa di reale?

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  4. Ero curiosa di vedere come avresti modificato la lettera, avendo letto la precedente. Devo dire però che preferivo la prima versione. Questa mi sembra più lunga e macchinosa, credo (ma è solo un’opinione personale non da addetta ai lavori) che dovrebbe essere più corta per incuriosire.
    Inoltre, non mi piace l’incensatura iniziale. So che molti dicono che è importante specificare i motivi per cui si sceglie una casa editrice (qualcuno lo pretende) ma mi sa un po’ troppo di sviolinata.

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