Cuba, la Isla Grande

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Ci sono luoghi che ci attirano più di altri, che ci chiamano. Ognuno ha i suoi. E c’è chi non si sente attratto da nessun luogo. Per tanti anni anch’io sono stata così: a parte due o tre paesi che mi interessavano – il Messico ad esempio mi ha sempre attratta -, non ho mai pensato ai viaggi come un’occasione di arricchimento. Oppure, lo intuivo ma non ne sentivo il bisogno. Anche ora, se non si può andare non mi deprimo di certo. Ma, ogni tanto, sarebbe bello potersi dedicare alla scoperta di nuove culture. Perché di questo si tratta: il viaggio è conoscenza.


Cuba mi affascinava da tempo e da quando Obama ha annunciato che presto finirà l‘embargo, ho pensato che forse era giunta l’ora di vederla, prima che cambi tutto e parte del suo fascino se ne vada ingoiato dai fast food e dai grandi marchi desiderosi di investimenti. Magari non succederà, però meglio andare no?
Quindi, partenza! DSC00226
L’Avana è una città antica con costruzioni dell’epoca coloniale ancora intatte, di una bellezza particolare, e con una parte moderna con costruzioni alte, che IMG_3197richiamano alla mente altre città che potrebbero essere in qualsiasi parte del mondo. Questo fascino di antico e nuovo che coabitano, pur distanti nei luoghi, ma visibili, suscita emozioni diverse e intense. Ma, come sempre nei luoghi, è la gente che fa la differenza. I cubani sono un popolo che ha visto troppe cose, che ha poco e che si sa gestire nel poco che ha. Un popolo sorridente, con lo sguardo che sa, con lo sberleffo di chi ha capito.
Il territorio fuori dalle città ha la bellezza di una vegetazione ricca di fiori, di frutti esotici, e la magrezza degli animali da pascolo che mangiano un’erba che pare di poche risorse. I casolari dei contadini sono baracche minuscole che si appoggiano a un suolo scabro, maIMG_3322 anche le abitazioni nei paesi sono poco diverse. IMG_3587La vita dei cubani si svolge molto all’aperto, in strada o sotto a piccoli porticati antistanti la ‘casa’ vera e propria.
Dall’Avana si parte per Guamà e la sua laguna, i coccodrilli (che vengono pure serviti in piatto per pochi audaci e io lo assaggiai) e la ricostruzione di un villaggio Taino, nome della popolazione aborigena che abitava la zona prima dell’arrivo di Cristoforo Colombo.IMG_3265
E si arriva a Trinidad, altra città patrimonio dell’Unesco come L’Avana, che conserva le stesse strade a ciottoli del 1514, anno della sua fondazione. Qui è ancora più evidente l’amore dei cubani per la vita, per la musica e il ballo. La notte si trova all’incrocio del buio con la musica e la scalinata su cui si trovano tutti, seduti a bere e gustare le note vivaci e i balli ammiccanti di ballerine che cercano turisti.IMG_3391
Uscire dai soliti percorsi avrebbe favorito una conoscenza più vera dell’anima cubana ma come prima volta mi sono accontentata di un percorso guidato e raccontato.
Il mare lo vedo la prima volta alla Playa Ancon, e siamo ai Caraibi!
Non può mancare la visita a Santa Clara e al Mausoleo del Che, dove si entra a mani nude, senza borse, macchine fotografiche o altro. La vista degli oggetti personali del Che, delle sue lettere a Fidel Castro, delle armi, delle foto da bambino con uno sguardo che precorreva l’ardimentoso combattente, è stata molto emozionante. Direi che non può mancare in un percorso cubano.

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A Santa Clara c’è poco altro, ma una visita alla Piazza nel centro storico con vista sui bei palazzi e immancabile asinello con carrettino e bambini, vale la pena. Si parte infine per Cayo Santa Maria, percorrendo la strada in mezzo al mare e si arriva in un luogo così meraviglioso dove fare il bagno sembra l’unica attività giusta. 

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Col senno di poi: vale la pena stare a L’Avana, nella parte vecchia,  due giorni in più e assaporare qualche spettacolo notturno e l’ottima musica. E magari fare un percorso che comprenda altre città. Bello comunque. Un viaggio che vale le undici ore e venti dell’andata e le 24 del ritorno (non tutte di aereo naturalmente). E, visto ciò che è successo, direi che sono molto contenta di essere tornata.

Chiudo con la musica di Compay Segundo

* foto ©Morena Fanti – clicca per ingrandire

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3 pensieri su “Cuba, la Isla Grande

  1. Wow… sì. me l’ero perso. Bello il tuo racconto, praticamente mi haai fatto venire voglia di andare a Cuba. Ma vorrei andarci per l’Avana che tu mi hai confermato essere una bellissima città.

    Per i resto, beh, hai controllato gli occhi del tuo compagno di viaggio? 🙂

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  2. grazie per questo viaggio, virtuale si ma allo stesso tempo così reale da sentirmelo “addosso”. La tua pagina mi ha arricchito di nuovi colori e suoni. Ciao

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