Rileggersi è un bene

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Qualche mese fa, dopo un [bel] commento* di una lettrice, Laura Costantini – che non è solo lettrice attenta e competente ma è anche giornalista e autrice di romanzi – , che ha trovato piacevole e interessante la lettura del mio romanzo La centesima finestra, ho ripreso l’ebook e me lo sono riletto.
Lo so che sembro matta, ma era più di un anno che non rileggevo il romanzo. La lettura è stata, invece, interessante  e proficua – ho anche trovato un refuso e me ne sono meravigliata, dopo tante letture e riletture, e anche un po’ risentita: come osava quell’errore essere lì? -, e mi ha fatto riflettere su tante cose.
Dopo tanti mesi, il testo diventa distaccato e si può leggere come fosse di un altro: questo è il segreto di una buona revisione, il distacco che apre gli occhi e le orecchie.
Rileggendo il romanzo ho trovato dei brani che mi sanno ancora dire qualcosa, dei paragrafi forti, delle scene che colpiscono. Mi sono ricordata dei mesi in cui ho scritto, china sulla scrivania fregandomene del sole che c’era fuori, delle passeggiate, del gelato (perfino del gelato!). Mesi e mesi – per il romanzo ho impiegato un anno e mezzo, più le revisioni – dedicandomi solo a quello.
Mi sono stupita di essere arrivata in fondo, di avere completato la scrittura di un romanzo, e di un testo di quel tipo: tre protagonisti, tre città, tre famiglie diverse di cui occuparsi, più i personaggi secondari. Inoltre, ogni capitolo è diviso in tre giorni della settimana e passa da una città all’altra – a noi scrittori della prima ora piace complicarci la vita – , e per fare ‘quadrare’ quei tre giorni non dico che sono diventata matta perché qualcuno potrebbe insinuare che lo ero anche prima.
Allora? Che voglio dire con questo?
Da più di un anno non scrivo, ho abbandonato idee di romanzi che ora dormono nelle cartelle del disco fisso, idee buone, forti. La conclusione a cui sono arrivata è che, una volta visto che posso farcela, non mi interessa andare avanti.
Inoltre, vedere che libri ci sono in classifica, notare da quali romanzi si traggono film e quali prodotti si vendono, non mi è di aiuto. Ma non voglio fare quella che si lamenta, non è nel mio carattere, e non sono quella che dice che gli editori sono cattivi e ci ostacolano. Non penso certo di essere una vera scrittrice: se lo fossi non sarei qui, ma sui banchi della macelleria/grande distribuzione, in pile da cento copie scontate del 15%.
Osservo in giro, però, e vedo persone che scrivono molto bene e si devono autopromuovere e altre, che manderei fuori dalla finestra (non loro ma i loro libri) con un doppio salto carpiato, che invece sono in cima alle classifiche di vendita.
Scrivere un romanzo vero, e per me ‘vero’ significa con una solida struttura e fondamenta ancora più solide, richiede fatica, dedizione e rinunce. Poi uno si chiede ‘perché’ e la risposta non gli garba per nulla.
Forse ho sbagliato titolo al post: dovevo scrivere “Rileggersi è un bene?”.

* il commento di Laura non lo trovo più, era su facebook e si è perso nelle montagne di cose che archivia il buon Zuckerberg (e preparatevi che ho terminato al lettura de Il cerchio di Eggers e devo dirvi qualcosa). Però ho sottomano il commento che Laura Costantini ha scritto su anobi e non voglio che rimaniate all’oscuro. anzi, leggetevi anche il commento di Lilli Luini 😉

anobii la centesima finestra

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5 pensieri su “Rileggersi è un bene

  1. C è gente che si definisce “scrittore/scrittrice” e scrive al più la lista della spesa.
    altre persone che scrivono e incanta e solo per farsi notare devono sputare sangue.
    la vita non è meritocratica
    (ok… non lo è mai stata per una svariata gamma di motivi ben più grandi/gravi) però fa rabbia… poco da fare… fa rabbia…

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      1. pienamente d’accordo! La meritocrazia è solo un’illusione, bisogna affilare le zanne e combattere per la tanto agognata visibilità e possibilità di essere letti.

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  2. Sono d’accordo con te. Anch’io non mi definisco una scrittrice e da un anno circa che non scrivo perchè penso che per scrivere, devi davvero saper raccontare. E come te, ho riletto il mio libro qualche mese fà…alla fine non sono una cattiva scrittrice neanch’io. Ecco, me lo sono detta!!!! Un abbraccio…ti leggo volentieri.

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  3. Sono d’accordo con te. Anch’io non mi definisco una scrittrice e da un anno circa che non scrivo perchè penso che per scrivere, devi davvero saper raccontare. E come te, ho riletto il mio libro qualche mese fà…alla fine non sono una cattiva scrittrice neanch’io. Ecco, me lo sono detta!!!! Un abbraccio…ti leggo volentieri.

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