Perché scriviamo in un blog

sito_vetrina

Sempre le solite storie: a cosa serve un blog ora che c’è facebook, che c’è twitter, che ci sono cento social molto più fighi e globali. Se io posso comunicare a tutto il mondo ogni mio pensiero, ogni idea, perfino ogni cosa io stia facendo, con messaggi immediati, facili da scrivere e da condividere, perché mi devo sbattere a mantenere attivo, brillante, fresco, pieno di idee, di impulsi, di riflessioni, questo stupido e obsoleto blog?
C’è chi dice – Marco Freccero in questo post – che, se uno scrive e si pubblica, il famoso editore di se stesso, deve avere assolutamente un blog perché

Il blog è una vetrina

Il blog è la vetrina dell’editore di se stesso.
Fatti un giro in centro, dai un’occhiata ai negozi. Cosa vedi? Vetrine curate, insegne tirate a lucido. E il blog deve essere così.

Bene. Ma mantenere questa vetrina lucida e splendente, oltre che colorata e piena di articoli nuovi, non è facile.
Dopo avere letto questo post di Freccero, mi sono chiesta se io continuo a scrivere nel blog perché sono (anche) editore di me stessa, e la risposta è ‘no’.
Pubblicizzare i miei libri non è la priorità assoluta. Io scrivo nel blog perché mi interessa farlo, certi giorni mi diverte pure. Altri giorni scrivo perché sono indignata, e altre volte perché sento la mia vena ironica che spinge per farmi scrivere due fesserie. Non sto inseguendo un pubblico ma mi piace avere uno scambio intellettuale, anche se pubblico post leggeri.
A volte, però, non si ha nessuna voglia di scrivere qualcosa. Sempre Freccero scrive:

Il blog è troppo importante per lasciarlo spegnere. Se succede, devi decidere rapidamente se investirci tempo o energie, oppure chiuderlo.

Chiudere un blog è una decisione che mi ha sempre pesato: infatti, anche quando desideravo aprire un blog nuovo, non eliminavo mai il ‘vecchio’, ma continuavo a scrivere in ognuno di loro. Ne ho avuti fino a sei contemporaneamente. Ma erano altri anni e i blog erano vissuti in modo diverso.
Ora non potrei più gestirne tanti. Non avrebbe neanche senso per me.
Ma allora l’aveva il senso, perché stavo sperimentando e una vetrina sola non mi bastava. Sono passati dodici anni e migliaia di post dal mio primo blog; oggi mi basta questo.
Anche se ho capito di avere sbagliato tutto: ieri in tv hanno intervistato una fashion blogger e ha detto di avere tremila contatti al giorno. E ha pure ditte molto note che la contattano per farle pubblicizzare i loro prodotti. Ne ha fatto un business a tutti gli effetti.
A me al massimo mandano un libro da recensire, e ora che c’è il digitale, manco quello.
Imparate gente. Imparate.

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6 pensieri su “Perché scriviamo in un blog

  1. secondo me, dipende da quello che si vuole.
    se ci investi tutto può (ma non è detto) diventare un’attività lavorativa.
    se ci investi la tua fantasia sarà il tuo blog ed esprimerà te stessa.
    Non male no?

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  2. In principio era la Rete e
    il Blog era presso la Rete
    e la Rete era il Blog.
    Esso era in principio presso la Rete:
    tutto è stato fatto per mezzo della Rete,
    e senza di essa niente è stato fatto di tutto ciò che è in rete.
    In essa era la vita
    e la vita era la luce dei Bloggers;
    la luce splende nelle Rete,
    ma le tenebre non l’hanno accolta.
    Venne una donna mandata da Dio,
    e il suo nome era Morena.
    Ella venne come testimone della Rete
    per rendere testimonianza alle storie,
    perché tutti leggessero per mezzo di lei.
    Ella non era la luce,
    ma doveva render testimonianza alla luce.

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  3. Lo scopo del mio blog è esattamente lo stesso che hai tu. È la mia vetrina, il luogo dove spero qualcuno voglia leggere i miei romanzi e i miei racconti e aiutarmi a crescere nella loro stesura. Scambio culturale, parlare di come una determinata storia potrebbe essere migliore, discutere su come un determinato personaggio sia rappresentativo o potrebbe esserlo meglio, e soprattutto discutere sul tema che una particolare storia si prefigge di trattare. Esempio: racconto sulla violenza contro le donne? Possiamo nei commenti aprire un dibattito su questo, cercando di capire e di allargare i nostri orizzonti ascoltando le opinioni altrui. Tutto questo è possibile anche su un social, certo. Ma i social sono dispersivi e poco personalizzabili. Insomma, come si fa a vendere un prodotto buono se lo si butta lì, in una vetrina confusionaria che esibisce una varietà incredibile di cose comuni e molto spesso inutili? Creare una pagina facebook? Si, si potrebbe fare, ma se si parla di racconti e romanzi come nel mio caso si rischia poi di parlare da soli alla fine, e lo dico per esperienza personale. Ecco perché un blog! È uno spazio tutto tuo, COMPLETAMENTE tuo. Come una vetrina di una pasticceria: Lo puoi abbellire, puoi metterci le lucine colorate, nuvole di cotone sotto una bella serie di dolcetti, torte e cupcackes, omini di plastica vestiti da cuochi che fanno finta di portarseli via golosamente e tutto quanto quello che può venirti ancora in mente per rendere la vetrina scintillante , accattivante e golosa. Questo su un social sarebbe praticamente impossibile.

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  4. Per mezzo dei blog si finisce per scoprire che le persone sono migliori di quanto non ci viene presentato dai media. L’unico social a cui sono iscritta è Flickr, per gli altri non so dire nulla, ma la TV ci riempie le orecchie ogni giorno di brutte notizie. Nei blog ho trovato persone preparate, intelligenti, idee interessanti, nuovi argomenti da condividere, da cui imparare con cui confrontarsi.
    Io ho aperto da poco il mio blog, consigliata da mia figlia che mi ha sempre visto scrivere i miei pensieri su agende. Ero scettica all’inizio, ma ora sono felice di averlo fatto perché questo mi ha permesso di “conoscere” altre persone e imparare nuove cose.
    Buon fine settimana.

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  5. Grazie a tutti dei commenti. Sono spunti interessanti che serviranno anche per una prossima discussione proprio sui blog. La prossima settimana riprenderò ‘il gioco dei blog’ che avevo iniziato lo scorso anno e tireremo le conclusioni. Chi vuole partecipare e non sa di cosa si tratta (ma lo scriverò anche nel prossimo post) può dare un’occhiata a questo tag:

    https://morenafanti.wordpress.com/tag/ripescaggi-dai-miei-blog/

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  6. Il blog è diverso dai social, ha più respiro, più calma e più riflessione. Un post scritto sul blog rimane. Una frase scritta sui social è fugace e si sfalda nel giro di pochi secondi; molti potranno sapere che alle ore 15:00 ho fatto la cacca (sarà vero con la nuova policy di fb?), ma nel giro di pochi secondi sarà tutto rimpiazzato da un nuovo evento, magari un nuovo gattino che miagola, ma il blog no. Ciò che si scrive sul blog è più denso, più cremoso, rimane.

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