Il cerchio – la mia lettura

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Il cerchio
Traduzione di Vincenzo Mantovani
Mondadori Editore

Pagine 391, euro 20,00

 

 

In questo romanzo, tradotto da Vincenzo Mantovani, Dave Eggers racconta una sua visione di un futuro prossimo che in parte è già con noi.
Ci domandiamo mai cosa stiamo facendo quando comunichiamo, condividiamo, raccontiamo aspetti di un nostro privato che una volta non avremmo mai pensato possibile condividere con altri?
Cosa succederebbe se google, facebook, twitter, instagram, linkedin, pinterest, tumblr (e tutti gli altri social che vi vengono in mente) li poteste raggiungere all’istante con un solo login, un unico username, una sola password, e se con lo stesso login poteste raggiungere ogni altra piattaforma di servizi, comprare e pagare qualsiasi cosa, inviare messaggi a tutto il mondo in ogni istante, il tutto gratuitamente riunito in un unico servizio? Continua a leggere “Il cerchio – la mia lettura” →

XXI secolo, di Paolo Zardi – la mia lettura

XXI secolo Paolo Zardi

Anche se non ancora a metà, il ventunesimo era già candidato a diventare il secolo più merdoso della storia.

La visione di un mondo distopico, in cui la deriva è l’unica cosa certa, si mescola con la confusione interna che il protagonista sta vivendo: una situazione di grande incertezza e tensione, un evento che scardina l’esistenza familiare e personale, come ci pone di fronte ai grandi misteri della vita?
Anche in questo nuovo romanzo di Paolo Zardi (NEO. edizioni, 2015, 160 pp, 13 euro), troviamo un tema forte: la morte – il coma in cui cade Eleonore, la moglie del protagonista, è una ‘morte apparente’ e della morte ha la faccia senza averne la conseguenza ‘buona’ e cioè l’assenza del corpo – e il suo spingere eventi di cui non sapevamo nulla a uscire allo scoperto.
Che cosa faceva la moglie mentre Lui non era con Lei? Continua a leggere “XXI secolo, di Paolo Zardi – la mia lettura” →

Cuba, la Isla Grande

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Ci sono luoghi che ci attirano più di altri, che ci chiamano. Ognuno ha i suoi. E c’è chi non si sente attratto da nessun luogo. Per tanti anni anch’io sono stata così: a parte due o tre paesi che mi interessavano – il Messico ad esempio mi ha sempre attratta -, non ho mai pensato ai viaggi come un’occasione di arricchimento. Oppure, lo intuivo ma non ne sentivo il bisogno. Anche ora, se non si può andare non mi deprimo di certo. Ma, ogni tanto, sarebbe bello potersi dedicare alla scoperta di nuove culture. Perché di questo si tratta: il viaggio è conoscenza.

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XXI secolo – il nuovo romanzo di Paolo Zardi

XXI secolo Paolo Zardi

uscita 27 MARZO 2015

 

XXI SECOLO – Paolo Zardi

168 pagine – 14 euro

Un’opera al contempo intima e universale; una domanda fondamentale sull’identità e sulla capacità dell’animo umano di sondarne le profondità più nascoste; il tentativo di comprendere quale significato possano ancora avere, negli anni che ci attendono, la parola “amore” e le sue molteplici forme. Continua a leggere “XXI secolo – il nuovo romanzo di Paolo Zardi” →

Il nome dell’amore

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Dolcezza era troppo banale per lei e lui allora la chiamò in un modo nuovo, anagrammando quasi il suo vero nome, quello che odorava di caramelle e frutti di bosco.
Lei sorrise e, ballando morbida sulla voce di Skye che cantava Love Show, si avvicinò per un bacio da bimba. Lui la lasciò fare e poi la prese e la strinse in un abbraccio da uomo, duro ed esigente come il calore che cresceva nel suo inguine.
Lei gemette di sorpresa, o forse di passione incredula, e lui accentuò il bacio mentre le mani accarezzavano quella lunga schiena che si inarcava sotto la maglia, rivelando brividi che non erano di freddo. Continua a leggere “Il nome dell’amore” →

Sigarette e telefoni

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l’immagine proviene da qui

Le strade del centro mi fanno tornare adolescente.
All’angolo c’era la tabaccheria, e se metto le mani in tasca mi sembra di sentire il pacchetto delle Astor che compravo a tredici anni, il profumo del fumo mai aspirato che mi faceva sentire grande, e l’aria umida che si condensava nel respiro fuori del portone, nelle ultime confidenze alle amiche, mangiando liquirizie da un sacchetto di carta unta. Continua a leggere “Sigarette e telefoni” →

Ripesco il gioco dei blog

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Scrivo qualche riga e qualche informazione per chi non sa nulla del gioco (rimasto in sospeso dal 2014: me lo dovete dire quando dimentico le cose! a me pareva l’altro giorno che abbiamo iniziato).
Ho scommesso con i lettori di questo blog, e quindi anche con voi – non giratevi a vedere chi c’è dietro -, che non si può definire la diversità di un blog da un testo. Mi spiego meglio: all’epoca di splinder, la piattaforma che usavo prima di wordpress, avevo sei blog. Ognuno era diverso, per template, per nickname usato, e anche per lo stile. Ciò che scrivevo in uno non era in un altro. Continua a leggere “Ripesco il gioco dei blog” →

Rileggersi è un bene

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Qualche mese fa, dopo un [bel] commento* di una lettrice, Laura Costantini – che non è solo lettrice attenta e competente ma è anche giornalista e autrice di romanzi – , che ha trovato piacevole e interessante la lettura del mio romanzo La centesima finestra, ho ripreso l’ebook e me lo sono riletto.
Lo so che sembro matta, ma era più di un anno che non rileggevo il romanzo. La lettura è stata, invece, interessante  e proficua – ho anche trovato un refuso e me ne sono meravigliata, dopo tante letture e riletture, e anche un po’ risentita: come osava quell’errore essere lì? -, e mi ha fatto riflettere su tante cose. Continua a leggere “Rileggersi è un bene” →

Perché scriviamo in un blog

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Sempre le solite storie: a cosa serve un blog ora che c’è facebook, che c’è twitter, che ci sono cento social molto più fighi e globali. Se io posso comunicare a tutto il mondo ogni mio pensiero, ogni idea, perfino ogni cosa io stia facendo, con messaggi immediati, facili da scrivere e da condividere, perché mi devo sbattere a mantenere attivo, brillante, fresco, pieno di idee, di impulsi, di riflessioni, questo stupido e obsoleto blog? Continua a leggere “Perché scriviamo in un blog” →

La rabbia di Fabio – un brano di La centesima finestra

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“Fabio chiuse la porta e andò verso la libreria. Sul ripiano centrale c’era l’impianto con il lettore cd. Andò a colpo sicuro senza leggere i titoli, ne prese uno, lo tolse dalla custodia e lo inserì nel lettore. Mise il volume al massimo – Laura, dopo il malessere di poco prima, dormiva, ma la camera era in fondo al corridoio, e Marta era uscita per la spesa accompagnata da Antonio – e si predispose all’ascolto della Nona Sinfonia di Mahler. I toni cupi e l’atmosfera tardo romantica erano la colonna sonora adatta per i suoi pensieri. L’ultima sinfonia che Mahler aveva scritto – la decima era rimasta incompiuta alla sua morte – suggellava ciò che provava, quel diffuso “senso della fine” che gli opprimeva l’anima. Si mise sul divano, deciso ad ascoltarla fino in fondo. Il primo movimento durava circa mezz’ora; si predispose alla concentrazione necessaria. Continua a leggere “La rabbia di Fabio – un brano di La centesima finestra” →