Ira

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È la voracità che ti squassa il cervello e lo stomaco, è un rosicchiare interno che ti spinge a urlare. Chi non urla, o [re]agisce con furia, si fa mangiare dentro: poco per volta le urla non uscite ti tolgono forza e vita, si mangiano i capelli e ti ingrigiscono il viso.
L’ira – spesso chiamata ‘rabbia’ – è un sentimento che ha un motore potente: a nome suo compiamo azioni improvvise, distruttive e pericolose. La distruzione è spesso la spinta e la concausa della rabbia. Perché l’ira, di suo, è cattiva e malvagia.
Ma il potente motore può anche essere indirizzato a costruire; anche se questa mia affermazione sembra fasulla, io credo sia così. L’ira può spingere a fare cose che hanno bisogno di forza, che pensavamo di non poter fare da soli. Infatti, la formula è qui: non possiamo farcela da soli, ma con la compagnia di una sana rabbia da indignazione si possono muovere librerie e armadi pesantissimi, metaforici e non.
È evidente che, se mal indirizzata – verso fontane del 1600 ad esempio, o serrande di negozi, auto di altri – la rabbia procura danni enormi. Ma se noi indirizziamo questa energia per spostare i mobili e ripulire la stanza, allora abbiamo incanalato l’ira verso la positività.
Quando siamo incazzati per qualcosa, riusciamo a scrivere un brano potente, frasi che colpiscono, parole acuminate. Ma anche a far sì che un nostro personaggio agisca con la giusta dose di cattiveria. Non è sempre necessario essere incazzati per scrivere brani irosi, basta ricordarsi di ‘quella volta che’.*
E voi, quando siete ‘arrabbiati’ come ne uscite?

* il prossimo post conterrà un mio brano che raffigura questi sentimenti, anche se quando l’ho scritto non ero per nulla arrabbiata.

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14 pensieri su “Ira

  1. Tu non hai idea di cosa stia provando io…ira verso l’ipocrisia e la falsità che vedo tutti i giorni, ira verso le persone meschine, ira verso il mondo che non gira come vorrei e di trasforma in rabbia potente.
    Non posso mettermi a rompere niente ovviamente ma credimi non e’ facile farla uscire, ne incanalarla nel verso giusto

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  2. Urlo, sbraito, spacco qualcosa.
    Non mi arrabbio mai volta per volta, piuttosto accumulo. Accumulo talmente tanto che l’ultimo che mi fa arrabbiare si vede riversato contro mesi di rabbia repressa. Ecco meglio girarmi alla larga quando sto così…
    Quando son depressa scrivo brani… incanalo quel sentimento per riuscire ad addentrarmi nella psiche di determinati momenti…

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  3. La rabbia è il sintomo che qualcosa o qualcuno ci sta facendo del male……normalmente sfogo con me stessa questo mio dolore. Aime. In ogni caso l’eccesso di ira non mi porterebbe mai a distruggere le cose degli altri ( tranne quelle di coloro che mi hanno gravemente ferita??)

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  4. “le urla non uscite ti tolgono forza e vita, si mangiano i capelli”
    Sarà mica per questo?
    Io…
    …io ho pochissimi capelli
    Forse dovrei reagire, con più cavallo del west!

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  5. Non credo si possa chiamare ira o rabbia ciò che è stato fatto verso la fontana del 1600 a Roma. A parer mio quelli erano solo dei dementi ubriachi e strafatti. L’ira può essere provocata da una sana indignazione, questo è vero, ma contro chi erano indignati quei mentecatti venuti qui per vedere una partita di pallone?
    I tifosi che devastano negozi, e interi quartieri di città, prima o dopo una partita di calcio sono solo dei delinquenti e come tali andrebbero trattati, sempre, in ogni nazione.
    L’ira e l’indignazione, a mio parere, sono altra cosa. La rabbia, l’ira, è il sentimento incontrollato che scaturisce dall’indignazione, ma nessuna partita di calcio può giustificare questo eccesso, mai.

    Quando mi indigno, e quindi mi arrabbio, di solito è per qualche cosa di veramente grave, che raramente è rivolto verso la mia persona, ma che causa danno alla comunità, a tutti noi, come i fatti di Roma sopracitati, per non parlare di tutti coloro che hanno dimenticato che cosa è l’etica.
    Quando sono così arrabbiata che urlerei, allora scrivo su un foglio tutto quello che mi passa per la testa, così la mia rabbia riempie il foglio di carta e non mi pesa dentro il cuore.
    Del resto sarei in grado, urlando nel vento, di cambiare le cose che sono accadute?

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    1. Neda, concordo con tutto quanto hai scritto: è chiaro che gli ubriachi che hanno danneggiato la fontana e seminato immondizia per la città, non hanno nessuna ragione di essere e dovrebbero non solo essere puniti, ma pagare tutti i danni (tutti) inferti alla città di roma, compreso le spese per gli agenti e la ripulitura dei sacchi di rifiuti che hanno seminato.

      credo che a volte, chi va per eventi sportivi parta già con intenzioni distruttive e alla minima occasione, spesso creata da loro, sia pronto a esplodere.

      Scrivere su un foglio è una buona idea: stai comunque lasciando uscire la rabbia. Tenerla dentro può rosicchiarci l’anima.

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