I giorni dell’abbandono

Plancia Ferrante

Ho terminato la lettura del libro di Elena Ferrante (così si firma un autore, o una coppia di autori, o chi per essi, o il loro ghostwriter) di cui ho parlato qualche giorno fa.
Dunque, cosa posso dire? A me questo libro non ha convinto.  Le prime impressioni si sono confermate e, anche se capisco l’alternanza di sentimenti, le parolacce della prima parte a indicare lo stato di tremenda confusione incattivita in cui stava Olga, la protagonista abbandonata dal marito, il climax folle in cui mi sono trovata a metà libro – il momento di massima pazzia di Olga -, la morte di Otto il cane e gli eventi negativi concentrati in un attimo di tensione che pare solo sfiga, e certe cose ci stanno perché anche nella nostra vita le sventure non vengono mai sole, questo romanzo non mi convince.
La Ferrante stessa mi pare troppo artefatta, e sono convinta che dietro ci sia (almeno) un uomo e che abbiano, di concerto con la casa editrice e/o, voluto creare questo clima di curiosità per aumentare l’interesse e il relativo guadagno delle opere di Ferrante.
La scrittura è a tratti molto potente, perfino convincente, ma il caravanserraglio che c’è dietro turba la mia potenziale affezione a questo autore.
Però mi sono detta: questo è solo un libro dei tanti che ha scritto, ed è uno dei primi. Io non sono un giudice che sa tutto, nel contempo in giro si parla molto bene dei libri che sono seguiti e così ho recuperato L’amica geniale. Poi mi fermerò.

Annunci

2 pensieri su “I giorni dell’abbandono

  1. Cara Morena, proprio ieri leggevo una riflessione di Paolo Di Paolo sul “caso Elena Ferrante”, che si può leggere su “La Stampa” a questo link:

    http://www.lastampa.it/2014/10/13/cultura/il-caso-ferrante-il-romanzo-italiano-secondo-il-new-yorker-k6z6crdyRB5A6Z4ycRUrIO/pagina.html

    Come dice Di Paolo, e io concordo con lui: “La «morte dell’autore» di cui tanto aridamente si discuteva in quel ’68 caro alla Ferrante, è diventata questo nome e cognome così allusivi da sembrare finti. Elsa Morante, Elena Ferrante; Napoli, la Grecia: no, non mi convince. E che a scrivere questi romanzi sia Domenico Starnone o Anita Raja importa fino a un certo punto: sarebbe di per sé molto triste e imbarazzante dover scoprire, fra anni, le verità di un teatrino troppo furbo. Qualcuno obietterà che il gioco degli pseudonimi in letteratura è lecito. Sì, ma è raro che stia in piedi per più di vent’anni. E comunque, in quanto gioco, è infinitamente meno interessante di una vita, di una faccia, di un’esperienza reale.”

    Un teatrino che sta in piedi da più di vent’anni, in Italia dove tutti sanno tutto di tutti e – per dirla al modo in cui diciamo noi romani “nessuno è capace di tenersi un cece in bocca” – fa molto pensare, non ti pare, Morena?

    Fa pensare, per esempio, che questa cosa sia una cosa costruita interamente a tavolino, come una sorta di “patto di ferro” (per un ritorno economico, of course) dove conviene stare ben zitti. Chi ci dice che non sia il mistero che aleggia attorno a questo autore a decretarne la fortuna? Se non fosse così, se fosse un autore che ci “mette la faccia”, non l’avrebbero stroncato mille volte i nostri soloni della letteratura?

    “Le perdonerebbero – si domanda Paolo Di Paolo – un indice dei personaggi come quello che apre “Storia di chi fugge”? Ha tutta l’aria del riassunto di una soap tipo Un posto al sole. Le perdonerebbero frasi come «mi aveva smosso la carne senza smuovere la sua, brutto stronzo». Se le scrive la Mazzantini non vanno bene; se le scrive la Ferrante sì. Ma la forza di Ferrante è, più che nei suoi libri, nel suo non esserci. Sono abbastanza patetici, perciò, i dialoghi con giornalisti e critici raccolti nel 2003 nel volume “La frantumaglia”: gli intervistatori mandano le domande alla casa editrice e/o e poi arrivano, da chissà dove, le risposte. Pensose, con tanto di pose e civetterie di chi si concede con il contagocce e finisce per essere più irritante dei peggiori narcisi…”

    Mah! chi vivrà vedrà… ciao Morena 🙂

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...