Svista o mia perversione?

telefono bigrigio sip

Ricevo la mail di un editore che pubblicizza un libro appena uscito.
Il lancio comprende qualche frase presa dal romanzo: «Mirko stava seduto da quaranta minuti davanti al telefono fisso nel corridoio di casa, con il numero di Patti Lamandini scritto sul retro del biglietto della discoteca Sporting, senza decidersi ad alzare la cornetta e a far girare sei volte la rotella. Non si sentiva in grado di scandire una frase senza impappinarsi o balbettare. Gli s’incrostavano le corde vocali. La lingua diventava una ciabatta».

Il romanzo è ambientato nel 1987, anno in cui, mi pare di ricordare, non avevamo il telefono cellulare. A che scopo, quindi, chiamare “fisso”  l’unico telefono che avevamo?
Sono malata, vero? 😉

È giusto, invece, che nel titolo sia scritto “telefono fisso”.  Perché il titolo è scritto oggi, nel 2015, e le parole ‘telefono fisso’, ‘il fisso’, fanno parte del linguaggio comune.

Ditemi la vostra. Cosa pensate di ciò?

Inoltre, ma questa mi pare una carenza grave per un editore che manda newsletter e che sta, perciò, facendo comunicazione, nella mail c’è un link che rimanda a splinder.it che, come sapete, è scomparso da anni. .it addirittura! Prima che la piattaforma sparisse ingoiandosi tutti i nostri blog, era splinder.com da anni.
Se si fa comunicazione deve essere fatta bene. Confortatemi.

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11 pensieri su “Svista o mia perversione?

  1. Cavoli!
    Appena scriverò quel famoso romanzo che non ho ancora iniziato, te lo manderò da leggere.
    Sei un’ottima editor.
    Sarà che a quest’ora sono fusa, ma io non ci avrei fatto caso. 😀

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  2. Il brano, oltre alla svista anacronistica, è ridonante, pieno di inutili e fastidiosi dettagli. Per non parlare delle mefafore. Editore a pagamento?

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  3. Son d’accordo con te… soprattutto la comunicazione che dovrebbe promuovere il libro.
    Scelta della frase non tanto azzeccata e riferimento ormai down, l’editore anziché promuovere il libro, lo vuole forse affossare?

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  4. Credo che la precisazione con l’aggettivo ‘fisso’ in questo caso si sia resa necessaria in quanto, verso la fine degli anni ottanta, vi erano apparecchi telefonici , fratelli di quello che appare in foto, letteralmente inchiodati al muro del corridoio….

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