Camilla – di Patrizia Mezzogori

presepe Patrizia

 [Presepe realizzato dall’ex Sindaco di Comacchio, Giglio Zarattini, scomparso prematuramente. Presepe che Giglio Zarattini realizzò disegnando la Natività su una tavola di compensato e che in seguito i falegnami sagomarono dandogli vita. La foto è stata scattata alla mostra che è stata allestita in sua memoria nel vecchio Ospedale di Comacchio, ora diventato museo.]

Camilla aveva sempre creduto di essere una persona giudiziosa, tutta d’un pezzo, di quelle che non si lasciano trascinare facilmente in storie che non hanno né capo né coda; invece, come spesso accade, si rese conto che non era per niente così, ma che era molto fragile e facilmente influenzabile. Forse l’essere considerata una persona forte da parte di chi la frequentava, le aveva alla fine fatto credere che fosse vero e aveva basato la sua vita su questa convinzione. Eppure qualche cosa, nel suo intimo, le diceva che non era così, quel pizzicore che sentiva e le creava un costante malessere ormai non l’abbandonava quasi più, era diventato un compagno sempre presente in ogni momento della giornata. Camilla era una giovane donna dal cuore grande, che aveva mantenuto molto del suo lato bambino, quello giocoso, quello che cerca affetto e attenzioni, e al quale piacciono molto le coccole, ma si vergognava a mostrarlo e quindi si presentava come una persona seria, molto posata, che non si lasciava andare facilmente a confidenze, mantenendo per sé quelle che lei considerava le sue debolezze e che l’avrebbero mostrata vulnerabile, anche se questo suo atteggiamento spesso l’aveva resa e continuava a renderla antipatica agli occhi di molti e quindi la condannava a essere spesso sola.
Una solitudine che a un certo punto iniziò a pesarle, anche perché aveva sempre sognato l’amore, ma non l’aveva mai vissuto veramente, solo piccole relazioni mai veramente iniziate, che le avevano lasciato l’amaro in bocca e tanta paura di lasciarsi andare completamente. Spesso Camilla si accoccolava sulla cassapanca posta sotto la grande finestra della sua camera, dalla quale poteva godere di un bellissimo panorama che dava sul parco della piccola cittadina dove abitava e dove spesso vedeva, oltre alle famigliole e ai bambini che giocavano, le giovani coppiette che amoreggiavano. Iniziava quindi a fantasticare, lei che amava tanto le lettere d’amore antiche rileggeva spesso quelle trovate nella vecchia soffitta, lettere delle quali non conosceva la provenienza e che erano state scritte parecchi anni addietro da due giovani innamorati.
E come sempre aprì lentamente il bauletto che le conteneva e iniziò a leggerne una:

“Mio dolcissimo amore, sono sola nella mia stanza e osservo il parco nel quale abbiamo così a lungo passeggiato celando al mondo intero e a noi stessi la forza del sentimento che ci accomunava e già ci legava così fortemente da non riuscire più a resistergli. Il solo pensare al dolore che ha straziato il vostro cuore quando il dubbio di avermi persa si era impossessato di Voi, fa singhiozzare il mio cuore. Avete sofferto così a lungo non sapendo invece che anche la mia anima oramai Vi apparteneva completamente, ancora prima che ci unissimo carnalmente, ancora prima che le vostre dolcissime labbra sfiorassero le mie per suggellare infine con un focoso bacio quello che sarebbe stato l’inizio di un grande amore. Oh mio adorato, quale tormento è starvi lontana anche solo per poche ore, non poter ancora godere delle Vostre carezze così delicate e nello stesso tempo così audaci da riuscire a farmi perdere completamente la testa. Sentire il calore della vostra pelle, le mani che disegnano il contorno del mio corpo come a volerne imprimere ogni centimetro nella Vostra mente, e infine cingono con forza i miei fianchi nell’attimo che precede il vostro entrare in me, facendomi gemere di piacere.
Quale visione celestiale vedere il vostro viso al culmine del godimento, nell’attimo così sublime quando siete stato completamente mio, quando tutto il mio essere vi ha accolto e nello stesso istante si è donato a Voi per sempre. Mi scopro in alcuni momenti a desiderare ardentemente di essere nuovamente tra le Vostre forti braccia e mentre la ragione mi suggerisce di essere cauta per non intaccare la mia immagine agli occhi di coloro che giudicano sì facilmente, il cuore mi spinge oltre e prorompe in un grido d’amore sì forte da scacciare ogni paura e ogni dubbio, Vi desidero Daniel, non fatemi attendere oltre in questa solitudine che procura solamente sofferenza. Venite a me con tutto il vostro amore e l’ardore che vi contraddistingue, affinché possiate giacermi accanto per amarmi nuovamente facendomi sentire completamente donna, amante e complice in questo sentimento che ci lega indissolubilmente.
                                                         Per sempre Vostra.      Rosemary

E come ogni volta che le leggeva, il cuore di Camilla prese a battere più forte dall’emozione. Un’emozione che provava anche quando incontrava Lui, l’uomo che amava da quando era ragazzina ma con il quale non c’era stato mai niente se non lo scambio di un saluto frettoloso quando al mattino si incontravano alla stessa fermata di autobus.
Camilla si rese conto che non poteva continuare a nascondersi, a mostrarsi per quello che non era veramente, a celare quello che provava. Prima o poi avrebbe dovuto trovare il coraggio di tornare a vivere veramente e chissà, forse le cose sarebbero potute cambiare anche con Lui e da un semplice saluto…

Patrizia Mezzogori

* prosegue la pubblicazione dei testi della pagina natalizia 2014 di Scriveregiocando. Patrizia Mezzogori è presente nella pagina natalizia del 2012 con un testo molto bello. Nel 2013 ha partecipato con un’immagine (Patrizia è molto brava anche con le foto) e, infine, quest’anno ci ha regalato parecchie immagini di presepi artigianali e questo racconto dall’anima delicata e dalla scrittura intimistica.

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