Pride – un film da vedere

PRIDE

Capita di rado di vedere un film che ti soddisfa in pieno: bella storia, argomento interessante, bravi attori.
Pride, il nuovo film del regista Matthew Warchus è tutto questo. La storia è storia vera e mi sono stupida notando quanto poco ricordassi della vicenda avvenuta negli anni 80. Certi film dovrebbero avere un premio speciale anche per riportarci a costruire la nostra memoria.
Comunque, accade che nel 1984, a Londra, in occasione della sfilata del Pride, Mark Ashton, giovane attivista gay interpretato da Ben Schnetzer, decide di iniziare una raccolta fondi per sostenere i minatori del Galles durante il loro sciopero contro la politica del governo Tatcher. La sua decisione, sorta dal capire come i minatori siano perseguitati allo stesso modo dei gay – capire che le ‘minoranze’ in quanto tali vengono sempre vessate dal sistema che riconosce solo l’omologazione e il potere – lo porta, durante una dibattuta riunione, a formare il gruppo “Lesbians and Gays Support the Miners” (LGSM). La raccolta fondi procede bene e viene il momento di cercare il contatto con i minatori per la consegna dei soldi. Qui inizia lo scontro tra due realtà che sembrano non avere nulla in comune. I rudi, e un po’ omofobi, minatori del Galles vivono una vita chiusa, 2014-12-10-Poster20italiano-thumbin cui il valore dell’uomo in quanto ‘maschio’ è fatto di silenzi, serate al bar, birre bevute con gli altri uomini. Quando alcuni di loro vedono Jonathan, uno del gruppo LGSM, un bravissimo Dominic West, ballare in mezzo alle donne e osservano come le donne siano attirate dal ballo e dal divertimento che ne consegue, capiscono che forse il PRIDEmachismo si può unire e allargare ad altri comportamenti senza per questo diventare meno uomini, meno maschi*. Da qui comincia un avvicinamento, per molti ma non per tutti, e i due gruppi iniziano a fondersi tra curiosità e comprensione reciproca. Il film è anche molto divertente e si ride. Gli attori sono bravissimi, tutti nessuno escluso. Un plauso speciale a Imelda Staunton (nella foto balla con Dominic West nella stupenda scena del ballo), a Menna Trussler (“Mi hanno detto una cosa sulle lesbiche che mi ha lasciato di stucco”), a Bill Nighy e anche alla cattiva e molto antipatica Lisa Palfrew (per quanto riguarda il gruppo dei gallesi. Ma sono davvero bravi bravi tutti).

Nel gruppo LGSM spicca anche l’interpretazione di Andrew Scott,  Joseph Gilgun e l’eccezionale George MacKay – un attore di soli ventidue anni, da tenere sott’occhio -, che interpreta nel gruppo LGSM il più giovane e il meno convinto della propria sessualità, ottimo interprete di un conflitto interiore che pare irrisolvibile.

Per finire, una menzione speciale a Teodora film: non so se nel cinema funzioni come nella letteratura, ma credo che un piccolo distributore indipendente, quando fa scelte così coraggiose e intelligenti, vada premiato.

 *capiscono cioè che nessuno è mai solo bianco o solo nero e che il brav’uomo non è solo bravo, cosa che il cinema come la letteratura è tenuto a mostrare.

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