Non ci saranno pecore a Natale – di Paolo Perlini

pecorelle

Il dodici dicembre del 2013, giorno che in paese tutti vogliono dimenticare, quella che doveva essere una normale assemblea scolastica si trasformò nella più violenta rissa che mai si ricordi.
Come sempre avviene, la colpa ricade su più teste ma da qualsiasi punto di vista la si guardi non si può negare che coloro che hanno il potere di decidere hanno anche maggiori responsabilità, e in quel caso gravavano sul dirigente scolastico e il sindaco.
Perché, nel corso di quell’assemblea si dovevano assegnare le parti per la processione della notte di Natale e per i personaggi del presepe semi-vivente. In paese lo chiamavano così, semi-vivente perché le pecore mica erano vere, erano solo dei bambini travestiti da agnelli, con un vestito o una maschera. E pure il bue, l’asinello e perfino la cinciallegra – che nessuno sapeva cosa ci facesse in un presepio, perché manco poteva volare – erano raffigurati con maschere o costumi di cartapesta.
“Allora, la parte di Maria la diamo a Chantal” disse il dirigente.
“E ti pareva…” bofonchiò un genitore, “sempre sua nipote…ma diventerà vecchia prima o poi…”
“…Giuseppe lo fa Kevin…” continuò il dirigente.
“E ti pareva…” bofonchiò lo stesso genitore, “sempre il figlio del sindaco…”
“Per Gesù Bambino ho pensato a Roxanne…”
“E ti pareva, sempre la figlia del sindaco…” borbottò di nuovo il genitore, che non potendone più si alzò in piedi e prese la parola.
“Mi scusi, eh…ma questa Roxanne è da tre anni che fa Gesù Bambino, mi pare un po’ cresciutella, o sbaglio?”
Il dirigente scolastico allargò le braccia.
“E non parliamo di Giuseppe e Maria… sempre assegnati agli stessi. Penso che dopo tutti questi anni anche loro ne abbiano le ciuffole piene”.
“No, loro sono felicissimi!” protestò il dirigente.
“E voglio ben crederlo! Il fatto è che mio figlio è stufo di fare la pecora, aspira a qualcosa di più, mi ha inteso?”
“Possiamo assegnargli la parte del pastore”.
Ma il genitore era veramente alterato e a lui si unirono le proteste degli altri presenti, stanchi pure loro di avere i propri figli così poco stimati.
“Sa che le dico? Che quest’anno non ci saranno pecore a Natale!”
“Ce ne faremo una ragione” rispose il sindaco, entrato proprio in quel momento, “le pecore si trovano facilmente”.
“Sì? Se per lei è così facile trovare le pecore, perché non ha trovato dei nomi più intelligenti per i suoi figli?”
Fu così che iniziarono a volare parole grosse, ceffoni e calci proibiti. E in quell’occasione, anche la cinciallegra imparò a volare.

Paolo Perlini

* prosegue la pubblicazione dei testi della pagina natalizia 2014 di Scriveregiocando. Paolo partecipa da molti anni alla pagina natalizia e ci regala sempre ottimi racconti in cui lo ‘spirito natalizio’, quello più vero e intimo, fa comunella con ironia e divertimento. Anche quest’anno, Paolo non ha tradito le aspettative e il suo racconto ci mostra dirigenti e sindaci alle prese con problemi ‘leggeri’, come una metafora che ci ricorda altri dirigenti e problemi ben più gravosi. Ma se la cinciallegra imparò a volare, anche noi abbiamo ancora speranza.

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