Buon Natale, Max – di Carlo Sirotti

babbo natale moto

– Devo dire che in linea di principio non sono contrario al Natale. E’ che mi urta tutta questa serie di incombenze creata dalle consuetudini che si pretende spacciare per sincero affetto, i regali a “quello tanto so che me lo fa e dovrò pur ricambiare”, i biglietti di auguri che guai a dimenticarsi di qualcuno che poi si offende, il pensiero per quello che ti ha fatto un favore, che dovrai pur ringraziare, ma sotto sotto non è che un implicito riconoscimento di sudditanza che lui si aspetta …
– Sì, vabbè, ma a parte questo, devi riconoscere che in questo periodo l’atmosfera è diversa, i bambini e la loro frenesia in attesa dei regali …
Max rispose dapprima con una piccola smorfia, ma subito riprese il discorso:
– I bambini! Ma non vedi che non è che addestramento? L’addestramento di nuovi consumatori in attesa di diventare grandi o piccoli ingranaggi di questa società basata sull’inganno, sull’insincerità, sui rapporti di dipendenza. Ipocrisia. Ecco cos’è Natale, pura ipocrisia!
– Ma dai, Max, non ti pare di esagerare? In fondo sono ancora anime innocenti, per loro ricevere un regalo è la conferma di un diritto a sognare, a sperare di vedere concretizzato il loro desiderio, il riconoscimento di esistere e per questo di essere amati, protetti, di potersi fidare di qualcuno, in cielo o in terra che sia…
– O l’abituarsi all’idea che basti desiderare per ottenere, senza bisogno di fare alcuno sforzo, alcun sacrificio, e trovarsi poi improvvisamente incapaci di costruire il proprio futuro senza l’aiuto di qualcun altro!
– Ma anche il confidare in qualche aiuto mi pare non sia una cosa così spregevole: viviamo in una società complessa, ma chi può dovrebbe sempre poter dare una mano a chi non può, o non riesce. La solidarietà, l’affetto…
– Sì, ma perché solo a Natale? Se la società si basasse su questi principi, ci si aiuterebbe sempre, e disinteressatamente.
– La società è imperfetta, caro Max, lo sappiamo tutti, ma ci sforziamo lo stesso nel dare il nostro piccolo contributo per correggerla, per migliorarla, sperando che possa, anche minimamente, raggiungere lo scopo.
– E invece peggiora di giorno in giorno. Ecco, lo chiamano progresso ma mi pare che viviamo peggio di vent’anni fa. O anche solo di dieci. Progredisce la tecnologia, progrediscono le scienze, ma la società regredisce, s’imbarbarisce; l’occidente indietreggia, la povertà si diffonde a vantaggio di pochi ricchi, sempre più ricchi, lo dicono anche le statistiche no? E fuori di qui la barbarie avanza: i talebani, le Jihad, le pulizie etniche, i fanatismi, le guerre di religione…, ma ci pensi? Nel XXI secolo e ancora a combattere gli infedeli, come alle crociate!
– Sì, ma i progressi della scienza intanto allungano la vita media e alcune malattie, veri propri flagelli, vengono sconfitte, e poi internet, essere al corrente di ciò che accade in tempo reale, il facile accesso a qualsiasi genere di informazione, la facilità di potere dialogare ovunque, con chiunque, in qualsiasi parte del mondo…
– Ed essere osservati e spiati, magari schedati da chissà chi, che potrebbe essere ovunque, in qualsiasi parte del mondo!
L’altro si fece più serio, ma dopo pochi istanti fu lui a riprendere la discussione:
– Max, ho l’impressione che tu stia diventando leggermente paranoico.
– Paranoico?
– Ma sì, paranoico! E’ Natale, porca puttana, siamo tutti più bendisposti, cerchiamo di pensare un po’ di più alle nostre famiglie, alle persone che ci sono più vicine, più care, almeno a quelle e tu, tu te ne esci con tutte queste …
– Beh, sì, … forse hai ragione. Forse non è il momento più adatto per…
Se ne stettero ancora lì, per un attimo, a guardarsi negli occhi.
Questa volta fu Max a interrompere quel silenzio che improvvisamente era calato tra loro:
– Hai ricevuto la mia letterina almeno?
L’uomo vestito di rosso sospirò profondamente sollevando l’enorme pancia, e prese un pacchetto accuratamente infiocchettato dal grosso sacco di iuta che teneva al suo fianco. Sorridendo bonariamente glielo tese, dicendo:
– Buon Natale, Max.

Carlo Sirotti (carloesse), Natale 2014

* prosegue la pubblicazione dei testi della pagina natalizia 2014 di Scriveregiocando. Anche Carlo Sirotti, carloesse come si è sempre firmato nei blog, partecipa alla pagina natalizia da molti anni, e quest’anno si è addirittura (come ho saputo fanno in molti) preparato in anticipo, e ha scritto il racconto in agosto. Questo Buon Natale, Max rappresenta il dualismo con cui molti di noi accolgono il Natale, quell’anima da vorrei ma non ci credo che ormai fa parte del dicembre di tutti. Max non ci crede, però ci spera. E la speranza è più importante del resto.

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2 pensieri su “Buon Natale, Max – di Carlo Sirotti

  1. Io, invece, sono un grinch.
    Da piccola adoravo questa festa, ora invece, non la sopporto. Piena di obblighi, visite e tutto il resto. Dovrebbe essere gioia e invece, è ansia.

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