Il mandorlo – di Carlo Bramanti

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Mancava un giorno,
solo un giorno,
e c’era un pacco
per me
a un passo dal camino.
Mentre decoravo il nostro albero
mi accorsi che papà
non sorrideva.
Guardava allo specchio
i pochi capelli
che gli erano rimasti.
Fuori già nevicava,
sui cancelli,
sul mandorlo vecchio,
così tanto da farlo
sembrare in fiore.
Mia madre dormiva,
dormiva sempre
da quando papà
aveva iniziato
la cura.
“Mi manca una pallina,
e ora che si fa?”
blaterai, in volto scura.
Mio padre inspirò
e mi strinse a sé:
“Tagliami sti du’ capelli, va,
ti faccio io da pallina”.
Così dicendo,
per finta,
si appese all’albero
aprendo
il mio sorriso
di bambina.

Carlo Bramanti

 

* prosegue la pubblicazione dei testi della pagina natalizia 2014 di Scriveregiocando. Carlo Bramanti è il mio primo compagno di scrittura, di blog, di cieli tersi e nuvole sfilacciate, di aquiloni blu e cucine gialle. Ha partecipato da sempre alla pagina natalizia. Ne direi ogni bene in tutti i casi, ma credo non ci si possa esimere dal trovare in lui un’anima poetica, decisa e conclamata.  E anche in questa poesia, mandatami per seconda (l’altra la pubblicherò come chiusura della rassegna) dopo mia richiesta di ulteriori testi poetici, questa bambina che sbuca all’improvviso ci stupisce e ci incanta.

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3 pensieri su “Il mandorlo – di Carlo Bramanti

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