Il brav’uomo (difficile da trovare) non è mai solo bravo

diabolik

Ho preso a prestito il titolo di uno dei racconti (Un brav’uomo è difficile da trovare, che consiglio caldamente di leggere se ancora non lo conoscete) di Flannery O’Connor* per il titolo di questo post. Lei mi scuserà (spero).
Il titolo non fa riferimento al tizio chiamato Balordo del racconto, anche se credo si potrebbe riferire pure a lui.
Sarà capitato anche a voi di vedere una persona e ‘battezzarla’ subito, attribuendole comportamenti e modi di fare solo per avere visto di lei poche cose.
Una signora si ferma a parlare con una coppia e fa dei complimenti al bambino che i due portano a spasso: è una signora dolce e simpatica che si sente sola e ama i bambini.
Un uomo fa volontariato con le ambulanze: è uno dall’animo generoso che vuole salvare il mondo e non farebbe male a una mosca.
Avete presente i vicini di casa dell’uomo che ha ammazzato sette persone nel condominio? Descrivono così il loro condomino: “Era così gentile, fine, davvero una brava persona.” Che uno si domanda: ma se era maleducato e rozzo, quanti ne faceva fuori?

Questo ci deve aiutare a riflettere sulla sporca faccenda degli esseri umani. Nessuno è mai solo una cosa e nessuno è ciò che sembra nei primi cinque minuti in cui lo vediamo. Anche il Balordo non è solo balordo, seppure lo sia davvero e in buona percentuale. Ognuno di noi può essere smosso dalle proprie pulsioni, che all’inizio si sperano ‘buone’, e dimostrarsi ben diverso da come sembra.
La letteratura, a mio parere, ha questo compito. Sapete che per ognuno di noi, la scrittura ha diverse motivazioni. A me sembra importante mostrare questa molteplicità di comportamenti, di alternanza di buono e cattivo, che è dentro ognuno di noi. E mi sembra importante anche mostrare come la vita sia piena di attimi che possono cambiarcela, con o senza il nostro permesso. Perché è questo, in fondo, che mi preme: mostrare l’attimo e  i cambiamenti che produce in noi.

E per voi, cosa è importante quando scrivete? Che molla vi spinge?
E quando leggete cosa vi piace trovare?

* questo mi ricorda che ho un post iniziato settimane fa sul libro Nel territorio del diavolo. Spero di completarlo presto. Ci sono alcune cose su cui riflettere.

** l’immagine proviene dal sito ufficiale Diabolik Italia

5 pensieri su “Il brav’uomo (difficile da trovare) non è mai solo bravo

  1. Commento di Davide Piazzi su Facebook: “La molla che spinge me è cercare di raccontare me stesso attraverso le azioni dei personaggi. Oppure di lasciare trasparire lati del mio animo che, spesso, a voce o nella realtà è difficile mostrare. Poi, come tutti noi “scrittori”, si va anche in cerca di una qualche gratificazione per soddisfare il lato vanesio. Per quanto riguarda la “sporca faccenda degli esseri umani” (adoro questa definizione, cara Morena), credo sia il vero tocco d’artista di chi scrive: individuare le sfumature delle personalità e farle percepire a chi legge. Un’arte difficile, ma foriera di grandi soddisfazioni quando riesce.”

  2. La molla che mi spinge nell’intraprendere e affrontare un nuovo scritto sono i personaggi, meglio ancora i protagonisti.
    Quando li progetto, anzi quando comincio a conoscerli inizialmente sono quasi dei clichè, li giudico dalle apparenze, ma man mano che facciamo conoscenza scopro un mondo completamente diverso… a un certo punto scopro addirittura che non sto nemmeno conversando col protagonista, ma con il cattivo della storia…
    Era così gentile e timido all’inizio, cosa è successo?

    Penso che tu abbia centrato uno dei temi più interessanti sulla scrittura prima di tutto e curiosi della lettura.

      1. già, la storia diventa più avvincente, se esce fuori dagli schemi. Non c’è nulla di più noioso nel leggere una storia già letta. Apri il libro e alla seconda pagina hai già capito dove vuole andare a parare. 🙂

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