Perché al visuale è concesso ciò che non si concede alle parole?

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Me lo sono chiesto tante volte, ma due sere fa, guardando NCIS, la domanda mi è uscita anche un po’ rabbiosa.
Agli scrittori si chiede sempre massima coerenza, che tutto fili alla perfezione, che tutto abbia un senso. Ai film no. Spesso accade che un avvenimento, anche importante, venga dato per scontato: si mette lo spettatore di fronte al fatto compiuto e si procede con i fotogrammi. Lo spettatore ha un attimo di disorientamento, poi scrolla le spalle e pensa “sarà così. avranno ragione loro. non ho capito bene”.
Al cinema mi è successo parecchie volte: la sospensione dell’incredulità è andata a farsi fottere e mi è rimasto un po’ d’amaro in bocca.
L’altra sera, però, con quell’episodio di NCIS, sono rimasta frastornata e anche un po’ incredula.
Se un eroe del nostro telefilm sconfigge un gruppo di quattro cattivi solo con l’uso della mani e con piroette acrobatiche, ci sta: stiamo guardando un film e ci facciamo trasportare dalla sceneggiatura e dalla recitazione.
Ma, se in una scena, vediamo una agente speciale della squadra di Gibbs, legata in un bagagliaio dell’auto del suo rapitore, che la trascina sul pavimento e inizia a picchiarla, in quella dopo non possiamo vederla con un braccio al collo e venire a conoscenza che il suo rapitore è morto.
Provate a scriverlo in un romanzo e sentirete i lamenti mondiali che susciterete.

Allora, perché ai film è concesso ciò che in scrittura è visto come il diavolo?

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6 pensieri su “Perché al visuale è concesso ciò che non si concede alle parole?

  1. Una volta (non so se la Rai lo faccia ancora), il telefilm prima di venire doppiato veniva “tagliato” per fare in modo che la sua durata nel palinsesto fosse perfetta. Magari è successo così anche in questo episodio. Oppure, visto che mi pare sia una serie famosa, ogni tanto lo sceneggiatore se ne va a dormire, tanto il successo è assicurato.

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  2. Poniamo (per assurdo) che in questa puntata particolare di NCIS sia successo qualcosa (un taglio, una sforbiciata, le cavallette…) e che lo sceneggiatore sia incolpevole. Però in senso generale è davvero così: da quando scrivo e costruisco storie, ogni volta che ne vedo/leggo/ascolto una mi viene automatico smontarla e cercare di capire cosa funzioni e cosa no.
    E il cinema è terribile: ci sono degli incipit da piangere (per lo schifo, naturalmente) che ti buttano in mezzo ad una trama infarciti di banalità e dialoghi tra l’improbabile e il surreale. Il risultato, per me, è stato a senso unico: quando guardo un film (se lo guardo) lo faccio soprattutto per la fotografia e per la musica.
    Ma ho quasi smesso anche questo: dopo una decina di minuti, in genere mi monta su un gran nervoso e spengo la tv (perché gli euro del cinema ho smesso da un pezzo di pagarli: con la stessa cifra mi compro un romanzo che mi dura per molto più di un’ora e mezza, per non parlare della soddisfazione).

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  3. non ho visto la puntata.
    ma se era poco prima della fine, probabilmente è la sospensione che creano per farti vedere la puntata dopo.
    ossia…
    tu sei lì che ti chiedi come ne sia uscita, e la prossima puntata ti faranno vedere il flash back e il proseguo della storia… può essere?

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  4. Per me è diverso, tagli o o svista del regista a parte, si guarda un film alla TV con atteggiamento passivo, pronti a incamerare ogni tipo e qualità di immagine, non vi è curiosità ma solo attesa. Dalla serie del Dr. House, siamo quindi pronti e ricettivi per ogni tipo di strampalata informazione, o scena, senza batter ciglio. Mentre è diverso lo stato mentale di chi ha deciso di leggere un libro perché ne è principalmente incuriosito. Leggere impegna la mente in maniera attiva, o quanto meno più completa piuttosto che assistere ad uno spettacolo in TV. Leggere costringe la mente ad un continuo ragionamento, per legare insieme tutti i dati acquisiti. È vero, si studia di certo sui libri, ma si apprendono cose interessanti anche attraverso i documentari; peccato che ciò che si apprende guardando i documentari non sia destinato a rimanere radicato nella nostra memoria con la stessa durata dei libri.

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  5. Forse perché quando si legge ci si immerge di più nel contesto della storia, si sta più attenti ai particolari, si può tornare indietro nelle pagine già lette per rileggere qualche cosa quando capita qualche cosa che non ci è chiaro, mentre guardando un film o telefilm che sia, ci si fa una domanda del perché qualche cosa non quadra molto ma poi si sorvola!!
    Ciao, Pat

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  6. hahaha …scusa per il sorriso, ma bella la domanda! a me piace come risponde Patrizia. Nella lettura siamo piu attenti, molto piu diretti e soli nel silenzio, i telefilm roccambolesche magari tolgono quell attenzione di piu?
    buona serata a tutti! Lisa
    ps … come sta andando la pagina Natale?

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