La centesima finestra – la crisi di Dario

giardino sant'Orsola Bologna

Continuo con gli assaggi del mio ‘romanzone’: dopo avere pubblicato la pag. 97  (lo sapete cosa si dice della pag 97 dei libri, no?) e la lite tra Annalisa e Paolo (il post più letto nelle ultime settimane), pubblico uno dei miei brani favoriti, che mi suscita sempre forti emozioni. Come si legge nei ringraziamenti in coda al romanzo, per scrivere cartelli ‘veri’, mandai un’amica, Paola Minghetti,  (che oggi è in ospedale e che leggerà quando uscirà dalla sala operatoria) durante la pausa pranzo a copiare tre cartellini degli alberi sotto al suo ufficio (AGEOP). Si è parlato di quanto sia importante sapere se i cartellini sono ‘veri’. Per me lo era allora e lo è ancora oggi. Ho visto Dario che piangeva attaccato a quella magnolia e forse l’ho scritto così proprio perché sentivo l’ambiente. Chiunque passi dal giardino dell’ospedale Sant’Orsola può vedere e ricordare la sua ansia.

“Gli alberi dell’ospedale erano magnifici. A Dario era sempre piaciuto passeggiare lì; provava un senso di serenità che spesso trovava inspiegabile, visto il luogo. Si fermò vicino a un platano enorme. Lesse il cartellino bianco fissato con un chiodo: “Azienda Ospedaliera di Bologna Policlinico S.Orsola Malpighi PLATANO F101PH”. Alzò la testa e fissò il disegno dei rami. C’erano ancora delle foglie secche non cadute, piccoli cartocci marroni, ma s’intravedevano già le punte rigonfie che contenevano le foglie nuove, la vita che spingeva per uscire. Toccò la corteccia sfiorando le zone con vari gradi di ruvidezza: cerchi ed ellissi di vari colori, dal beige al verde e al marrone, che formavano un vestito dall’aspetto mimetico.
Poco lontano c’era un pino con il fusto alto e la chioma a ombrello. Si avvicinò cercando di carpirne il profumo, quell’odore di mare che richiama alla mente giornate di afa e di ozio. Sul tronco, rivestito da una corteccia grossa e divisa in grandi scaglie rettangolari, c’era il solito cartellino: “Azienda Ospedaliera di Bologna Policlinico S.Orsola Malpighi PINO DOMESTICO G129PP”.
Chi lo sapeva che tengono anche un inventario degli alberi? Allungò lo sguardo cercando di individuare altri cartellini. Fece qualche passo e arrivò sotto a una magnolia, una pianta dall’aspetto possente: “Azienda Ospedaliera di Bologna Policlinico S.Orsola Malpighi MAGNOLIA F091MG”.
Non c’erano i fiori, era presto per quelli, ma lui ne cercò il profumo nella memoria. Era un odore particolare, un misto di limone e di vaniglia. Faceva girare la testa. Anche vicino alla clinica dove Rita aveva partorito c’era una magnolia simile. Ricordò la prima volta che aveva preso in braccio Luca, dopo pochi minuti dalla nascita. Gli aveva toccato le mani, piccole come il suo pollice e poi aveva toccato le dita, così minuscole ma perfette, con le pieghine e le unghie grandi come una conchiglia, quelle bianche, insignificanti, che formano la poltiglia luminosa e raschiante sotto i piedi, sulla riva del mare. Luca si era addormentato in braccio e lui si era seduto di fianco al letto di Rita, con grande precauzione per non svegliarlo. Era rimasto immobile a esaminarlo, gambe, braccia, mani e piedi, e poi si era soffermato sul viso: gli occhi dalle ciglia lunghe e chiare, il naso piccolo e tondo, e ne aveva scrutato l’espressione, quella curva in giù della bocca così simile alla sua. Sofia, invece, era diversa: fin dal primo giorno aveva sorriso a tutti senza riserve. Si nasce già con certe caratteristiche definite, poi l’educazione e la vita fanno il resto. Si appoggiò al tronco e lasciò scendere le lacrime.”

Passi di: Morena Fanti. “La centesima finestra”. iBooks. https://itunes.apple.com/it/book/la-centesima-finestra/id537798919?mt=11
Il romanzo La centesima finestra si può acquistare anche su Ultimabooks, su Bookrepublic (metto il link ma oggi il loro server non funziona), su Amazon e su tutti gli store

* qualche giorno fa, Laura Costantini, scrittrice e giornalista, ha scritto su Facebook un commento al romanzo. Mi permetto di copiarlo qui per chi non usa quel social:

“Ho finito di leggere, su kindle, un romanzo autoprodotto.
Lo dico in parole semplici e dirette, soprattutto oneste.
Mi è capitato di leggere romanzi vincitori del premio Strega che valgono neanche un quarto di questo per capacità di narrazione, ritmo, gestione dell’intreccio e resa dei personaggi. Tanto per non fare nomi e cognomi, Sandro Veronesi, che leggo sta per propinarci il sequel di Caos calmo, avrebbe molto da imparare da questo romanzo. Molto.
Non mi faccio la solita domanda del come sia possibile che abbia dovuto essere autoprodotto e messo in vendita su Amazon. Sappiamo tutti i come e i perché. Sappiamo che il talento vale uno 0,1% nel cumulo di coincidenze cosmiche per arrivare a una pubblicazione decente.
Ma non importa. Il libro è un e-book, si intitola “La centesima finestra”, l’autrice è Morena Fanti e, fossi in voi, correrei a scaricarlo da un qualsiasi store.”

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