La centesima finestra – pag. 97

“… ma ora non aveva nessuna voglia di uscire. Le promesse, però, sono importanti – lo diceva sempre ai figli – e a lui dispiaceva deludere Luca, così raccolse i pezzi della lampada che forse non avrebbe più illuminato niente, e li mise dentro un sacchetto che nascose nell’armadio del corridoio. Chiamò Luca e disse: «Sono pronto. Andiamo?».
Lui lo guardò senza sorridere. Dario capì che era difficile ingannare un altro se stesso e ripeté la domanda con più convinzione. Finalmente Luca si rilassò e aprì la porta, scese le scale correndo e, quando furono in strada, lo sfidò a fare una corsa fino al campo. La giornata era calda, si stava bene e Dario era tentato dal piacere della corsa. Prima di lanciarsi dietro a Luca, controllò di nuovo il cellulare: nessun messaggio, Annalisa non aveva risposto. Non che se lo aspettasse davvero, ma, visto il tono del suo messaggio notturno, aveva sperato in una replica. Chiuse il telefono e lo spinse dentro la tasca. La rabbia lo fece correre veloce, al pari di Luca.

La torta era lievitata perfettamente; Annalisa mise il dolce su un piatto e lo spolverò di zucchero a velo. Erica aveva appena chiamato per salutarla e aveva confermato che il padre l’avrebbe accompagnata a casa prima di cena. Guardò l’orologio: ormai il pomeriggio se ne stava andando, non valeva la pena guidare fino al capannone e tornare indietro subito. Le dispiaceva, avrebbe voluto rivedere il quadro che aveva dipinto il giorno prima. Guardò di nuovo l’orologio e decise che avrebbe approfittato del tempo che le restava per godersi un lungo bagno caldo.
Andò in salotto per mettere un cd nel lettore, indecisa tra Bach e i Notturni di Chopin. Passando vide il cellulare sul tavolino di fianco al divano. Era lì dalla sera precedente, quando era a casa lo teneva sempre spento. Lo accese per vedere se aveva bisogno di essere caricato. Arrivò subito il segnale di un messaggio: era di Dario. Lo aprì e lesse: “Sono sveglio e ti penso. In tv c’è un programma stupido e io sono incazzato. Spero che anche tu non riesca a dormire”. Guardò l’ora in cui l’aveva spedito: le tre e mezza. Rilesse il messaggio cercando di capirne il senso; non sapeva perché, ma era evidente che Dario ce l’aveva con lei. Immaginò un possibile motivo, ma decise che per il momento non era una priorità. Il telefono comunque era carico. Lo spense e lo mise nella borsa.
Decise per i Notturni. Mise il cd e andò in bagno per riempire la vasca, buttò nell’acqua due manciate di sali – Damask Rose diceva l’etichetta gialla e rossa sul flacone –, e accese una candela con lo stesso profumo, che mise sul muretto di fianco alla vasca. Chiuse le tende – il risultato fu un buio compiacente in cui guardarsi attorno senza timore – e si svestì. La luce della candela creava delle ombre lunghe sul muro e la musica di Chopin inondava l’anima. Si immerse con un sospiro di soddisfazione, mentre le note del Notturno n.8, op.27 suonato da Maurizio Pollini si rincorrevano in sussulti e ampi respiri. Chiuse gli occhi e si concentrò sulle note e sul calore della fiamma della candela. Uscì dalla vasca solo quando l’acqua fu troppo fredda. Il Maestro Pollini aveva terminato di suonare da qualche minuto.”

Passi di: Morena Fanti. “La centesima finestra”. iBooks. https://itunes.apple.com/it/book/la-centesima-finestra/id537798919?mt=11

* il post di oggi deriva da un commento a questo post: Paolo Zardi scrisse che la pag. 97 dei libri è la prima da leggere per capire se il libro ci piace e se l’autore è sincero. Non so cosa si capisca ma questa è la pagina 97, e 98  – nella versione digitale non so mai bene come funzionino le pagine), del mio romanzo La centesima finestra. Cosa ne pensate?
A mio parere non è una delle migliori. Che sia sincera è indubbio, come lo è il resto del romanzo. Nel prossimo post pubblicherò una pagina, anzi una ‘scena’ che non si può tagliare e va letta intera, tra quelle che preferisco. Anzi, ogni tanto ne pubblicherò una. Magari vi leggerete tutto il romanzo 😉
E ascolterete buona musica: il testo ha parecchi riferimenti musicali, l’ho già detto in altre occasioni. A inserire musica nei testi me lo insegnò un blogger di tanto tempo fa, uno che della musica faceva il suo mestiere. Lo fa ancora, e molto bene. Lui metteva sempre musica nei suoi post e iniziai anch’io a inserirla. Naturalmente non si ‘deve’ mettere dappertutto, non in ogni storia che scriviamo, però ogni tanto fa bene. Provate se non l’avete mai fatto.

Annunci

2 pensieri su “La centesima finestra – pag. 97

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...