Ogni tanto mi rileggo

5_Rene_Magritte- the false mirror

E a volte mi piaccio. Non si tratta di indulgere, di osservarsi con occhio compiacente, di scusare le proprie imperfezioni.
Credo che tutto risieda nella sincerità con cui si scrive; che tutto sia nell’apertura mentale e ‘animale’ con cui ci si mostra. Ora, non dico che si deve raccontare di sé ogni particolare, non si parla di vita privata, dei nostri piccoli segreti e relativi scheletri nell’armadio. Si parla di essere se stessi, di dire le cose che si sentono – e sto parlando di come si scrive, di come si declina il nostro pensiero riguardo certe faccende anche sociali e pubbliche.
Quando spulcio le statistiche di wordpress – lo faccio ogni mattina dopo essere salita sulla bilancia e avere fatto colazione e molto altro –  e leggo i post visitati il giorno precedente, trovo spesso dei post di cui non ricordavo nulla e li rileggo per vedere cosa scrissi in quel giorno. Quasi sempre sono soddisfatta della lettura e a volte pure sorpresa. Intendiamoci, io sono una pirla qualsiasi, soprattutto nella scrittura e nella conoscenza della letteratura, però mi riconosco sempre nelle mie parole. E questo credo sia una faccenda non da poco.
Credo significhi che possiedo coerenza e convinzione, credo sia un sintomo di trasparenza e idee chiare. E credo che tutta questa ‘roba’ sia un aiuto per chi vuole scrivere.
E voi, vi riconoscete nei vostri testi?

* quadro Falso specchio o The false mirror  – René Magritte

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3 pensieri su “Ogni tanto mi rileggo

  1. Anche io mi commuovo leggendomi.. Giusto oggi, che una collega é andata in pensione e ho preparato il biglietto di saluto ieri, mentre un’altra lo leggeva ho ricacciato le lacrime. Anche la neo-pensionata e molto altri si sono commosse.. Forse perché ho detto cose che in molti hanno sentito nel cuore…
    E cmq tu scrivi benissimo 😊

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  2. Bella domanda … me lo sto chiedendo da quando ho aperto il blog … mi sono chiesta se fosse giusto scrivere di me in maniera così personale. Mi sono chiesta quale fosse la reale intenzione del mio scrivere. Parole che sembravano fatte apposta per strappare un “oddio poveraccia!” o la possibilità di trovare un modo per tirare fuori un po’ di rabbia ed ironia e potendo riuscire a condividerla con chi come me vive in bilico tra l’essere se stessa e il non riuscire ad uscire “allo scoperto” .Non so, e forse non voglio chiedermelo più di tanto. Per il momento è terapeutico. Riesco a dire a me stessa come stanno realmente le cose. A volte rileggendomi imparo ad apprezzare le mie imperfezioni, senza cercare di essere indulgente con esse. E poi come nuova navigante ho trovato tante cose interessanti, nuovi mondi che si aprono. E mi sembra che la maggior parte siano scritte con sincerità e partecipazione.
    Molto bello il tuo blog.

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