“Scrivere in prima persona incipit”

incipit1-e1388575213431Se settembre rappresenta per alcuni di noi il simbolo dell’inizio dell’anno ‘vero’, l’incipit, che è l’inizio del romanzo, è una delle parti più importanti, e quindi fa bene il nostro lettore a preoccuparsene.
Ma chi ha digitato la frase non cercava solo notizie sull’incipit, bensì sull’incipit scritto in prima persona. Ho già scritto una volta che la prima persona nella narrazione è coinvolgente per il lettore; chi legge è già portato a identificare l’autore del testo con il personaggio del romanzo e, se la narrazione avviene in prima persona (Uscii da quella casa pronta a non farvi più ritorno. Trascinai la valigia come fosse piena delle parole che Sandro mi aveva urlato. Il portiere mi fissò e lasciò che il “Buonasera signorina” si sciogliesse in gola.), allora il lettore ha la conferma che attendeva e si dispone a leggere fino in fondo ciò che “abbiamo vissuto”.
Ma la prima persona, mi piace ricordarlo, ha in sé alcune difficoltà; narrando in prima persona si elimina ogni coinvolgimento con gli altri personaggi (il lettore non sa cosa pensano, cosa provano, e quindi li vive come personaggi ‘minori’, senza stimoli e con una forza evocativa minore), e si corre il rischio di essere troppo enfatici, quasi pleonastici. Puntando su un solo personaggio, ci si identifica molto e si potrebbe arrivare a caricarlo troppo, a farlo diventare un ‘doppione’ dell’autore.
Bisogna saperlo gestire insomma. Non a caso, la prima persona si usa per i diari, i “memoir“, i racconti di viaggio, i libri in cui si trattano temi forti come la malattia e la morte. È ovvio, quindi, che la prima persona porti in sé il coinvolgimento totale. A mio parere è per autori esperti, che sanno gestire il mezzo e che ne conoscono le potenzialità ma anche i pericoli.
La storia, inoltre, deve essere adatta a questa voce; occorre valutare bene chi sono gli altri personaggi e capire se la narrazione può essere affrontata con questo modus e cosa si perde rispetto alla narrazione in terza persona che, comunque, può essere soggettiva e cioè, pur mantenendo la terza persona, avvenire solo tramite il punto di vista di un personaggio che interpreta i fatti come se fossero solo ‘suoi’.
Quindi, la scelta della voce narrante è uno dei nodi focali della scrittura: scegliere la voce giusta cambia molto il risultato finale. Potrebbe essere addirittura la mossa vincente del nostro testo. Pensiamoci bene prima di definire il metodo operativo. A me è capitato di riscrivere interi racconti perché la voce narrativa non mi convinceva.
Tornando alla questione del titolo del post, direi che un incipit scritto in prima persona ha già in sé una forza maggiore: basta focalizzare il punto in cui iniziare (io sarei per una scena forte, tipo quella dell’esempio sopra) e il gioco è fatto.

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3 pensieri su ““Scrivere in prima persona incipit”

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