Nel web sono tutti professori di vita

puffo_quattrocchi1

Vi siete chiesti come mai in giro (bar, autobus, spiagge, supermercati, strade) la maggior parte delle persone non capisce molto, non ha opinioni, non sa mettere insieme due frasi e su internet invece tutti hanno un’opinione e la scrivono ovunque, forse per distribuire questa loro saggezza (saccenza)?
Possibile che su ogni (ogni!) accadimento, dalla guerra di Gaza all’Ice Bucket Challenge (pro sla, che preferisco mettere questo link), al video forse falsato della decapitazione, all’informazione giornalistica, ognuno sappia la Verità? Loro, e solo loro, sono i depositari del vero, del bello, del giusto. Tutti pontificano su qualsiasi cosa: dai 100 euro della Littizzetto, allo sperpero d’acqua, all’opportunità di mostrare il video e si felicitano dell’uscita di Ballottelli. Il web è pieno di persone che sanno tutto, che lo gridano e che inneggiano il contrario di ciò che succede: una cosa ha successo? per loro fa schifo. Di certo è fasulla, organizzata per mostrarsi. Così per tutto, anche per libri, mostre, opere d’arte.
Ma, se tutti sanno tutto, come mai il mondo è pieno di mogli e mariti che non si accorgono dei tradimenti, di mamme e papà che non vedono che il figlio cammina come un’alce dopo una notte di bagordi e che i vicini di casa che ammazzano i figli sono sempre ‘ottime persone’? Così gentili, signora, mai pensato potesse accadere.

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4 pensieri su “Nel web sono tutti professori di vita

  1. Salve salvino.
    In effetti non me lo ero mai chiesto. Ho la mia teoria, triplicemente casistica.
    Caso 1: coloro i quali scrivono su internet (omamma, sto scrivendo su internet anche io!) e che distribuiscono opinioni scritte, non sono le stesse persone che si incontrano sull’autobus, che non capiscono molto e che non hanno opinioni. Diversa tipologia di soggetti, insomma. Caso più verosimile.
    Caso 2: forse i primi (di cui al Caso 1) trovano forza di esprimere “grandi” idee solo all’ombra di piccoli monitor; non si sbilanciano di persona. Caso dubbio.
    Caso 3: Io. Caso personale/individuale. Caso più diffuso per ciascuno.

    P.S.: triplicemente casistica è come dire felicemente insolita?

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    1. Salve Gabriele 😉
      Io sarei per il caso 2. E forse anche per il 3.
      Dubito che il caso 1 sia importante, seppure vero. Mi sono posta anch’io il problema.
      Ma è indubbio che lo schermo del pc faccia sentire tutti molto importanti e intelligenti.
      Pure io lo penso a volte.

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