Un attimo, un mattino: un romanzo che ha sprecato un’occasione

Rayner_Un attimo, un mattinoL’idea, che in taluni blog o siti danno per scontata, è una bomba: un uomo, Simon, muore sul treno del lunedì mattina, quello che porta i pendolari da Brighton a Londra. Davanti a lui c’è sua moglie, Karen, e una sconosciuta, Lou, che assiste in diretta alla morte. In un altro vagone c’è Anna, la carissima amica di Karen, che ancora non sa che il trambusto che vede è dovuto proprio alla morte di Simon.
Ma in copertina (sulla versione che ho letto io) c’è scritto: «Un romanzo che scandaglia tutti gli aspetti, anche i più reconditi, dell’amicizia tra donne». Molti commenti entusiasti sulla foto di copertina: pare che tante lettrici  – questo sembra essere un “libro da donne” – abbiano preso il libro proprio per la foto di copertina (ricordatelo quando scegliete l’immagine di copertina per i vostri libri!), ma io non l’ho scelto per la foto delle tazze e nemmeno perché il romanzo prometteva di esplorare gli aspetti reconditi dell’amicizia tra donne, aspetto di cui mi frega poco o nulla.

Io l’ho preso proprio perché Simon è morto, e proprio nelle prime pagine. Speravo in una storia più forte, in una tragedia con risvolti segreti e in un ecoscandaglio che misurasse la profondità delle anime. Non vi dico cosa avrei voluto da questa storia, altrimenti scrivo un altro romanzo e direi che Sarah Rayner ha già fatto il suo lavoro. E di certo è anche un onesto lavoro. Lo trovo solo troppo ‘morbido’. Ci sono alcune pagine, quelle in cui Karen deve affrontare le faccende pratiche dopo la morte del marito, cioè organizzare il funerale e affrontare il discorso con i figli, che non sono male. Sono abbastanza ben rese.
Però ci sono altre parti in cui l’esplorazione degli abissi avviene senza scendere troppo. Allora il paesaggio risulta meno ricco di come ci aspettavamo (di come io me l’aspettavo).
Un attimo, un mattino, con la traduzione di Valeria Bastia, resta comunque un romanzo che si legge bene, una lettura che si può affrontare anche sotto l’ombrellone.
Mi rendo conto che l’argomento è pur sempre la morte e queste mie affermazioni sulla facilità di lettura potrebbero sembrare superficiali a molti, ma per sapere cosa trovo forte io dovete anche pensare all’esperienza che ho vissuto.
Leggendo non possiamo mai scinderci da ciò che siamo e da cosa abbiamo vissuto. La nostra esperienza si mette al servizio dell’autore e dei suoi personaggi. Ecco perché a volte troviamo tanta discordanza di pareri sui libri.

E con questa riflessione, consapevole di avere inquinato una quasi recensione con i miei pensieri, vi lascio alla lettura con un quesito:
Esistono libri “da donna”? Che non siano romanzi rosa o i classici Harmony, naturalmente. Ditemi il vostro parere. Non è una domanda oziosa.

8 pensieri su “Un attimo, un mattino: un romanzo che ha sprecato un’occasione

  1. Fatte salve le categorie che hai escluso a priori, credo che alcuni libri soddisfino maggiormente il mondo interiore femminile ma non li ghettizzerei inserendoli in una categoria su misura perché conosco uomini che amano anche quel tipo di letteratura. A chi sto pensando? Per esempio ai romanzi di Elizabeth Von Arnim, ad alcuni della Nèmirovky (quelli in cui scandaglia il suo rapporto problematico con la madre o con il tempo che passa). Accessibilissimi anche ad un pubblico maschile ma spesso preferiti dalle donne.

    1. Grazie Stravagaria. Hai ragione quando scrivi “non li ghettizzerei”, però ciò avviene lo stesso, anche se non ce ne rendiamo conto e anche se noi non lo facciamo. Ci sono dei libri che si sistemano da soli in una lettura al femminile. Sono “accessibili agli uomini ma preferiti dalle donne,” come tu stessa affermi.

  2. Sai che non so cosa risponderti? Io leggo al 99% thriller (Connelly, Cornwell, Reichs, ecc…) e noir (Lucarelli su tutti).
    Benché alcuni scritti da donne, non credo possano essere definiti per sole donne, anzi.
    Però non vedo perché a noi donne non possano piacere.
    Ultimamente ho letto, prestato da un’amica, “Quando la vita era nostra” di Marian Izaguirre. Credo possa essere bello anche per gli uomini, ma forse un libro come questo è da donne, proprio per la sua profondità.

    Comunque anch’io non credo si possano fare categorie distinte.

    Ciao!😀

    1. Ciao Daniela. Ti capisco: per anni ho letto solo thriller, poi sono passata al noir. E ora sono di nuovo onnivora🙂
      LA questione va ribaltata: non esistono libri che le donne non leggano, ma ci sono altri che gli uomini snobbano. Non pare anche a te?

    1. È vero che le donne leggono di più degli uomini, e questo si capisce anche notando il pubblico alle presentazioni di libri. Credo che le donne leggano di tutto, mentre invece non credo la stessa cosa degli uomini. Se un uomo sente puzza di ‘amore romantico’ ad esempio non legge. Forse neppure io, ma qui entriamo nei gusti personali.

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