Come si diventa un “bravo blogger”

vignetta-blogger

Una volta (2003) c’era Splinder e il blog era una sorta di camera condivisa dove si ricevevano gli ospiti che dicevano la loro su ciò che avevi scritto. La piattaforma era il condominio e i vicini di casa erano gli amici blogger che andavi a leggere. All’epoca non si rispondeva ai commenti nel proprio blog (perciò io a volte non rispondo in questo blog, se non c’è una specifica domanda: le abitudini sono dure a perdere) ma si andava nel blog dell’amico (con grande confusione perché si rispondeva “rosso sangue” a un post romantico e si diceva “salsa piccante” sotto a un post che parlava della luna).
Si pubblicava a sentimento, cioè quando ti andava, anche se all’epoca io pubblicavo quasi tutti i giorni, anche solo una foto e una frase. Era tutto molto random e pure easy.
La comunità era viva e ridanciana, pronta a incontri e mangiate in giardino. La vivevamo bene, senza troppi problemi.
A un certo punto, dopo sette o otto blog tra collettivi, pubblici  privati, ho deciso di spostarmi su wordpress e creare questo blog “ufficiale”. Dopo poco, comunque, splinder ha chiuso e ha buttato i nostri blog nel buco nero del web.
Era settembre 2007 quando aprii questo blog: era quasi sera e scrissi il primo post mentre decidevo il nome del blog e il template.
Il blog era ancora un fatto personale e non se ne discuteva come fosse uno strumento per colpire gli altri e condurli verso il nostro pensiero. Facebook era nei sogni di Zuckerberg e il web era una prateria in cui postare ciò che suggeriva il cervello (o il sentimento, a seconda di cosa si usa di solito).

Con l’avvento dei social, il blog si è modificato, e il blogger si deve adeguare a nuovi comportamenti. Ora esistono i fashion blogger e i travel blogger, solo per citarne qualcuno (ma ci sono anche i book blogger e i food blogger). La modalità di lettura, di confronto, di commento, è cambiata. E ci si interroga. Ma quanto ci si interroga!

  • Quanti post è opportuno scrivere a settimana?
  • Di cosa si deve scrivere?
  • Che tono usare?
  • È bene programmare certe uscite in giorni prestabiliti?
  • Si deve o no parlare di ipotetici libri scritti del blogger?
  • È bene rispondere ai commenti?

E via di seguito con mille domande. Il bravo blogger legge tutti questi articoli, riflette e agisce di conseguenza.
Ma cosa fa di un blogger, un “bravo Blogger”? È opportuno fare nostre idee altrui? Cosa dobbiamo trasmettere a chi ci legge?
Chi ha risposte a queste domande si faccia avanti.

* l’immagine proviene da qui

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