Quelle cose buffe dei libri

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Intanto, la prima cosa che mi viene in mente è la notizia che circola su Antonio Scurati, candidato allo Strega,  che si autoplagia, forse per non incorrere in una causa con altro autore, o forse per farsi una dotta citazione. (leggi qui)
Consiglio leggere anche i brani: giusto per farvi l’idea se meritassero pure la replica.

Poi: ieri, in un supermercato, mi sono fermata a osservare l’angolo libri, con cataste, vedi foto, dei più gettonati (cioè di quelli che i grandi editori possono spingere conquistandosi più ‘posto visibile’ rispetto agli altri).
Alcune curiosità:

  • Coelho, che mi piace come persona – impressione attraverso lo schermo – ma che come scrittore mi pare poco ‘potente’,  ha scritto un libro dal titolo che a me pare strano per lui e per la sua scrittura: Adulterio.
  • Vitali ha finalmente dato alle stampe un libro che pare un vero romanzo (384 pagine!) e non un racconto medio/corto come molti suoi precedenti, libriccini di poche pagine stampati in corpo 24 e venduti a 18 euro che facevano venire la voglia di picchiare qualcuno, ad esempio l’editore.
  • E, dulcis in fundo, Paolo Giordano (sì, proprio quello della Solitudine dei numeri primi)  ha scritto un altro romanzo. Aprendo la prima pagina si legge la dedica: Alla ragazza che frequento. Avete capito, voi folli praticanti del tatuaggio a oltranza, voi che vi fate tatuare Giusy, Arabella e Lucrezia a ogni cambio di fidanzata e poi dovete correre a fare l’abrasione del precedente nome? Imparate da Giordano e fatevi tatuare: Per te, Tesoro, Amore, La mia Gioia. Un tatuaggio che vada bene anche se cambiate la fidanzata. Quando la moglie di Giordano, nel 2038 mostrerà i libri del marito ai nipoti potrà sempre dire: «Il nonno l’ha dedicato a me».

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4 pensieri su “Quelle cose buffe dei libri

  1. Sono anch’io inorridita davanti agli scopiazzamenti di Scurati. Non amo Coelho ma almeno sa scrivere, non è il mio genere e trovo che sia sopravvalutato ma c’è ben di peggio, Paolo Giordano per favore: un successo costruito a tavolino, e la Solitudine dei n. primi è un libro di una grande pochezza, a parte le primissime pagine. Pareri miei anche non condivisibili, solo che quando si scrive se osi criticare chi in qualche modo è arrivato alla grande editoria (ah dimenticavo i raccontini di Vitali un altro che davvero ha fatto bingo senza tutto ‘sto talento del resto a sfornare questa quantità di libri, tanto lunghi non possono essere) subito si viene tacciati di INVIDIA! No, non è così, ammiro e adoro un sacco di scrittori ma non sopporto certe furberie come i salti di pagina frequenti per allungare il brodo.

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  2. Eheh… “alla ragazza che frequento” è già un ottimo indizio per NON comprare il libro… fa pensare a tutto tranne che a uno Scrittore! 🙂

    [probabile salti fuori che è una dotta citazione: peggio ancora!]

    Poi, che altro dire? Scrivendo “in un supermercato” hai già detto tutto, ma tutto, ma proprio tutto… (a livello simbolico, intendo dire, perché se entri in una grande libreria non è che la musica cambi, anzi…)

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  3. Quante belle cose rimangono sconosciute ai più, e quanti libri mediocri sono sempre in prima fila nelle librerie! Mi piace l’ironia con la quale l’autrice “castiga” i libri citati e, di conseguenza, gli autori.
    Un bel blog, sono d’accordo. Buona giornata.
    Piera

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