Morena Fanti intervista Morena Fanti

Per un’intervista sulla scrittura, per conoscere bene un autore, quale interlocutore migliore di uno che conosce tutto ciò che hai scritto e che ti legge da sempre?
E chi è questo assiduo lettore che ha letto tutti tuoi testi?
Nel mio caso, nessuno meglio di me saprà rispondere alle mie domande e nessuno meglio di me saprà formulare domande che io vorrei mi rivolgessero.
Perciò iniziamo subito:

No. È un libro di racconti inventati, frutto della mia fantasia e dell’osservazione del mondo.

  • Cosa significa esattamente il titolo?

È una frase che mi è balzata alla mente subito dopo avere ricevuto una mail in cui un uomo, uno scrittore che avevo intervistato, mi ha scritto: “Grazie Tesoro”. Questa frase, e il fatto che lui si rivolgesse a me con quell’appellativo strano, considerato che non ci conosciamo e non abbiamo scambiato parole a parte quelle necessarie alla compilazione dell’intervista, mi ha fatto riflettere.
Perché usiamo certe parole anche quando non vogliamo dire ciò per cui sono state create? Perché ci rivolgiamo a perfetti estranei e li chiamiamo “caro”, “tesoro”. Di cosa stiamo parlando quando usiamo certi vezzeggiativi intimi con persone che per noi non sono intime ma quasi sconosciute? Da qui è partito il primo racconto e, dopo poco, ho capito che potevo scrivere un insieme di racconti con lo stesso filo conduttore e che il titolo racchiudeva già il senso di ciò che volevo dire. A ogni donna, a qualsiasi età – infatti i racconti trattano di donne giovani, bambine, adolescenti, ragazze, donne mature -, ha sentito almeno un uomo rivolgersi a lei con l’appellativo “tesoro”. Io mi sono solo chiesta cosa significa.

  • Un bel titolo comunque, di grande impatto. Mi pare di capire che tu abbia una passione per i titoli misteriosi, particolari. Penso anche al tuo romanzo La centesima finestra. Vuoi parlarci del significato di questa frase?

Questa è stata una bella botta di fortuna. Stavo ascoltando la discografia dei Massive Attack, saltando da un brano all’altro, per inserire il titolo più opportuno in una certa scena – La centesima finestra è un romanzo che contiene molta musica – e mi sono imbattuta in questo cd, dal titolo fortemente evocativo, che mi ha affascinata da subito. Ho fatto una ricerca per capire meglio cosa fosse questa “centesima finestra”. Scoprirlo e capire dove stavo andando con il mio romanzo è stato tutt’uno.

  • Perciò tu pensi che trovare il titolo giusto possa essere un aiuto?

A mio parere, con il giusto titolo si guida meglio la storia, si ‘aggiusta il tiro’. Il titolo dà un senso a tutto. È vero che certe volte un buon titolo, uno che balza agli occhi, è solo frutto di una scelta commerciale, cosa che non è affatto sbagliata -parlando del titolo. Quando si parla della narrazione, no: la scelta commerciale aiuta il botteghino ma non la letteratura – perché il libro si deve vendere.

  • Il “libro” è, quindi, un prodotto?

Pare di sì: ogni cosa che si vende, che ha un mercato, è un prodotto. E ogni azienda che commercializzi qualcosa, deve creare reddito. Questo è giusto, è naturale.

  •  Però? Sento che qualcosa ti disturba.

Mi disturba che l’editore – tanti ma spero non tutti – abbia smesso di rischiare, di innovare, di cercare e promuovere la letteratura e gli autori che hanno qualcosa da dire ma non sono commerciali. Oggi, forse più del libro, l’autore è un prodotto. È appetibile per le presentazioni? per un passaggio in tv? È abbastanza giovane da attirare i giovani? da conquistare le donne? Il mercato è formato per la maggior parte da donne e quindi uno scrittore uomo ha più appeal. Non lo dico io: sono leggi di mercato, e al mercato non si sfugge.

  •  Torniamo a te e alla tua scrittura. Anzi, prendiamoci una pausa così ti calmi.

Buona idea. Ascoltiamo un brano dei Massive Attack, uno che non è presente nel mio romanzo. Chi l’ha letto, potrebbe citare i brani dei Massive che sono presenti. È una sfida 😉

 

segue…

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3 pensieri su “Morena Fanti intervista Morena Fanti

  1. qualche giorno fa, un “uomo” (parola molto grossa) mi ha detto “va bene Tesoro”…
    anzi.. nemmeno me l ha detto me l ha scritto…
    ho risposto al messaggio scrivendo “Tesoro a chi?”
    boh.. così pour parler! 🙂

    Mi piace

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