La giusta ispirazione

Il chiodo s’infilò con forza e il foglio si unì agli altri. Matteo fissò il mucchietto ordinato – gli parve che il chiodo, simile a una lingua che usciva dalla carta, gli facesse uno sberleffo – e si domandò se anche Stephen King aveva sentito quel senso di sconforto, quella lama di inadeguatezza che s’infilava tra lo sterno e il cuore, come quella che provava lui in quell’istante.
Si sedette di nuovo davanti al pc e contemplò la pagina che stava scrivendo prima di leggere la posta con l’ennesimo rifiuto, azionare la stampante e sistemare la mail insieme agli altri rifiuti. Lesse le ultime frasi scritte e pensò che erano buone. Eppure a nessuno piaceva ciò che lui scriveva.
È vero, pensò, che il genio è spesso incompreso e che ogni artista, lo scrittore in particolare, vive tra incomprensioni e scarsa considerazione. D’altronde, è risaputo, lo scrittore deve soffrire, deve vivere situazioni di disagio, di mancanza, altrimenti come potrebbe scrivere con atmosfera, con pathos? Continua a leggere “La giusta ispirazione” →